UFO. MARE DEL NORD: NEI RAPPORTI UFFICIALI DUE INCONTRI RAVVICINATI CON I CACCIA BRITANNICI.

Il dr. Angelo-Carannante, presidente e fondatore del CUFOM, autore dell'articolo che stai leggendo
Il dr. Angelo-Carannante, presidente e fondatore del CUFOM, autore dell’articolo che stai leggendo.

Due misteriosi oggetti volanti non identificati hanno sfiorato alcuni velivoli della Royal Air Force durante esercitazioni militari. Nessuna identificazione certa e nemmeno tracce radar: i documenti ufficiali britannici confermano gli episodi.

Due incontri ravvicinati con misteriosi oggetti volanti, avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, hanno coinvolto alcuni piloti militari britannici nello spazio aereo sovrastante il  Mare del Nord. Gli episodi risalgono al 18 e al 23 febbraio 2026, ma sono tornati all’attenzione internazionale il 17 ottobre, dopo che la stampa britannica  ha pubblicato nuove ricostruzioni. La news è molto interessante in quanto oltre alle testimonianze dei piloti, esistono documenti ufficiali che confermano entrambi gli avvistamenti. I rapporti sono finiti sotto la lente di ingrandimento dall’UK Airprox Board, organismo britannico specializzato nella valutazione degli incontri aerei potenzialmente pericolosi.

IL PRIMO AVVISTAMENTO: UN OGGETTO NERO SFIORA UN AEREO MILITARE.

Il primo avvistamenti è avvenuto il 18 febbraio 2026, alle ore 10:15 UTC, durante un’operazione di rifornimento in volo. Un Airbus Voyager della Royal Air Force stava rifornendo un caccia Eurofighter Typhoon, a circa 59 chilometri a nord-nordest di Cromer, sulla costa inglese, quando, un oggetto nero sferico è apparso davanti al velivolo, transitando a una distanza verticale stimata tra 30 e 45 metri, un’inezia per velivoli in volo ed estremamente pericoloso. L’avvicinamento è stato talmente fulmineo che uno dei piloti ha istintivamente abbassato la testa, verosimilmente impaurito da una eventuale collisione. L’oggetto è stato osservato anche da un altro pilota del Typhoon, che ha confermato la testimonianza. Ancora più inquietante è quanto è successo immediatamente dopo: i controllori del traffico aereo, interpellati dai militari, non hanno individuato alcuna traccia dell’oggetto sui radar. Non è la prima volta che si verificano simili occultamenti ai radar. In un primo momento si è pensato a un drone, ma in una fase successiva gli stessi testimoni hanno riconosciuto che poteva trattarsi anche di un pallone aerostatico o di un altro tipo di oggetto volante. Nessuna identificazione definitiva è stata possibile, per cui l’oggetto, allo stato, rimane non identificato.

Ricostruzione illustrativa di un avvistamento UFO vicino a un Airbus Voyager e a un Eurofighter Typhoon britannici sul Mare del Nord.
Ricostruzione illustrativa realizzata con intelligenza artificiale per il CUFOM – Centro Ufologico Mediterraneo. L’immagine non documenta direttamente gli avvistamenti.

IL SECONDO EPISODIO: UN OGGETTO CIRCOLARE SOPRA UN TYPHOON.

Ad appena 5 giorni di distanza, esattamente il 23 febbraio 2026, alle ore 15:21 UTC, un altro episodio ha interessato un caccia Typhoon impegnato in un’esercitazione militare. L’aereo stava volando a circa 3.658 metri di quota, quando il pilota ha notato un oggetto nero e, ancora una volta, sferico, dalle dimensioni accostabili a quelle di uno pneumatico automobilistico. Secondo il testimone, l’enigmatico corpo volante è transitato a circa 91 metri al di sopra del caccia, seguendo una traiettoria apparentemente rettilinea verso est. Ancora una volta, quindi, un incontro molto ravvicinato. Il pilota ha segnalato immediatamente la presenza dell’intruso volante, allontanandosi opportunamente dalla zona interessata. Anche in questo l’oggetto è rimasto non identificato ed all’episodio è stato assegnato.

I DOCUMENTI UFFICIALI: ENTRAMBI GLI OGGETTI RESTANO NON IDENTIFICATI.

Particolarmente interessante, è ciò che emerge dall’esame dei documenti britannici. I due ufo file, identificati rispettivamente con i codici 2026012 e 2026014, sono stati valutati dall’UK Airprox Board inuna riunione tenutasi il 22 aprile 2026 e, per entrambi i rapporti è stata assegnata la classificazione Unk Obj, abbreviazione di Unknown Object, ossia oggetto di natura sconosciuta. L’organismo investigativo ha concluso che gli elementi disponibili non consentivano di stabilire la natura degli oggetti osservati, una conclusione molto significativa, in quanto nonostante l’estrema vicinanza agli aerei dei due uap, non si è riusciti a stabilirne la natura. Esiste, nello stilare i rapporti citati, anche la valutazione del rischio, per cui, il primo episodio è stato classificato nella categoria ICAO B, che sta a significare che la sicurezza del volo risultò è stata seriamente compromessa. Per il secondo avvistamento, invece,  la categoria di rischio assegnata è quella ICAO C, pur essendosi avuta una diminuzione delle condizioni di sicurezza, senza, tuttavia, il riconoscimento di un effettivo rischio di collisione.

Ricostruzione illustrativa di un avvistamento UFO vicino a un Airbus Voyager e a un Eurofighter Typhoon britannici sul Mare del Nord.
Ricostruzione illustrativa realizzata con intelligenza artificiale per il CUFOM – Centro Ufologico Mediterraneo. L’immagine non documenta direttamente gli avvistamenti.

DRONI MILITARI, PALLONI O VERI UAP?

Ovviamente, la mancata identificazione degli oggetti non dimostra un’origine extraterrestre. Ma allora cosa erano i due strani oggetti volanti? Tra le possibili spiegazioni è stata avanzata quella di palloni aerostatici, oppure di droni specializzati o, ancora, quella di altri dispositivi convenzionali. Tuttavia, la quota a cui sono avvenuti gli avvistamenti, con oggetti molto vicini a velivoli militari, ma anche l’assenza di riscontri radar, rendono questi episodi meritevoli di attenzione e generano forte inquietudine. Occorre anche sottolineare che, oggetti di piccole dimensioni, soprattutto se riflettono poco la luce, possono non essere rilevati dai radar. Non risultano documentate le famose osservabili di Lui Elizondo, quali ad esempio accelerazioni impossibili, manovre incompatibili con la tecnologia conosciuta o altre caratteristiche necessarie per sostenere l’esistenza di mezzi dalle prestazioni tecnologiche straordinarie. Considerando gli episodi dal punto di vista internazionale, essi si inseriscono in un contesto caratterizzato dalla crescente attenzione verso possibili attività di spionaggio e/o sorveglianza mediante droni nelle vicinanze delle installazioni militari europee. Tuttavia, allo stato, non esistono prove pubbliche che colleghino questi due specifici oggetti ad attività ostili di uno Stato straniero.

PER ANGELO CARANNANTE ED IL CUFOM: NECESSARIO APPROFONDIRE GLI AVVISTAMENTI.

Per il sottoscritto, ma anche per il CUFOM – Centro Ufologico Mediterraneo, episodi di questo genere, evidenziano l’importanza di avere dati a disposizione, per affrontare il fenomeno UFO/UAP mediante un’indagine documentale e scientifica. La presenza di testimonianze provenienti da piloti militari, spesso al centro di tali incontri ravvicinati, l’esistenza di rapporti ufficiali e l’impossibilità di identificare gli oggetti con certezza, costituiscono elementi che meritano un ulteriore approfondimento e riflessione. Certo, risulta strano che piloti militari con un alto grado di professionalità ed addestramento, non sappiano riconoscere oggetti volanti così vicini, per cui gli interrogativi aumentano. Sarebbe, naturalmente, molto utile conoscere l’eventuale disponibilità di registrazioni video, dati strumentali aggiuntivi e i dati relativi alle comunicazioni complete tra piloti e controllori. Resta un dato di fatto di estrema importanza: i due episodi realmente segnalati e indagati dalle autorità aeronautiche britanniche, si sono conclusi con esito senza un’identificazione certa degli oggetti volanti coinvolti. Una vicenda che conferma quanto sia importante distinguere le ipotesi dalle prove, i fatti dalle interpretazioni, senza trascurare quegli avvistamenti che, almeno allo stato dei dati a disposizione, continuano a rappresentare autentici interrogativi per la ricerca ufologica. Evidentemente occorrerà un balzo tecnologico anche per le apparecchiature attuali che, evidentemente, non sono sufficienti a classificare tali fenomeni ed a determinarne, in maniera certa, la vera natura e provenienza.

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