
NEWS DELLE ULTIME ORE SU 3I/ATLAS. INTERVISTA AD AVI LOEB: “LE ANOMALIE NON SONO STATE SPIEGATE. LA CONFERENZA STAMPA DELLA NASA, UNA VERA DELUSIONE. HA SOLO RAFFORZATO L’IPOTESI NON NATURALE E COMPLETAMENTE IGNORATO GLI ELEMENTI FISICO/CHIMICI INSPIEGABILI”. VIDEO.

Intervista ricavata sulla base delle dichiarazioni più recenti di Avi Loewb che, anche dopo la conferenza stampa della NASA, ha ribadito che l’oggetto interstellare 3I/Atlas, ha il 30/40 % di probabilità di essre di origine aliena.
Nelle ultime 48 ore, mentre la comunità scientifica si affanna a incasellare 3I/ATLAS come una semplice cometa interstellare “molto rara”, Avi Loeb torna a far sentire la sua voce. E lo fa con la consueta fermezza: “Non possiamo liquidare ciò che non comprendiamo”. Ecco un’intervista, ricavata dalle sue ultimissime affermazioni. Egli risponde punto, per punto,alle ipotesi degli scienziati.
Intervistatore: Professore, negli ultimi giorni molti astronomi hanno classificato ATLAS come una cometa peculiare, ma naturale. Lei continua a non essere convinto?
Loeb: «Una classificazione richiede statistiche. Conosciamo solo tre oggetti interstellari: 1I/‘Oumuamua, 2I/Borisov e ora 3I/ATLAS. Con tre dati, parlare di “categoria rara” non ha senso. Non hai un campione, hai un aneddoto cosmico.»

Intervistatore: Ha parlato di una probabilità del 30–40% che ATLAS non sia completamente naturale. Conferma?
Loeb: «Sì, lo confermo. Non sto dicendo che sia certamente artificiale. Dico che c’è un 30–40% di possibilità che qualcosa nella sua natura o dinamica non sia spiegabile con i modelli standard. È abbastanza per non dare nulla per scontato.»
Intervistatore: Gli scienziati ribattono che tutte le anomalie possono essere spiegate con modelli cometari complessi.
Loeb: «Questa è l’affermazione che sento più spesso… ma non basta dire “complesso”. Molti modelli sono creati dopo che l’anomalia è stata osservata, come pezze scientifiche. Per ora non vedo una spiegazione che sia coerente per tutte le anomalie insieme.»

Intervistatore: Quali anomalie considera più significative?
Loeb: «La traiettoria leggermente deviata rispetto alle sole forze gravitazionali, la distribuzione dei getti, la variazione di luminosità che non corrisponde a un modello sublimativo standard, e la composizione che sembra peculiare… Questi elementi, presi uno a uno, “si possono spiegare”. Presi insieme? No. Non con un’unica teoria naturale convincente.»
Intervistatore: Gli astronomi dell’NOIRLab e del SETI dicono che i getti spiegano tutto.
Loeb: «La mia domanda è: quali getti? Perché ATLAS sembra avere getti che si attivano e disattivano in modo troppo regolare, quasi persistente nella stessa direzione. Ma la spiegazione “è una cometa che fa getti strani” non è un modello: è un’interpretazione.»

Intervistatore: Lei sostiene che le spiegazioni naturali non siano soddisfacenti. Perché?
Loeb: «Perché richiedono assunzioni su assunzioni: materiali esotici, rotazioni irregolari, geometrie instabili, sublimazioni non documentate altrove…Quando un modello naturale richiede troppe eccezioni, cerco un modello alternativo. L’origine artificiale è una possibilità scientifica, non fantascienza.»
Intervistatore: Facciamo un paragone diretto con i tre oggetti: ‘Oumuamua, Borisov e Atlas.
Loeb: «Volentieri. 1I/‘Oumuamua: accelerazione non gravitazionale senza getti visibili, forma estrema, rotazione atipica. 2I/Borisov: perfettamente cometario, nessuna anomalia. 3I/ATLAS: una via di mezzo… ma con troppi comportamenti che ricordano più Oumuamua che Borisov. Se due oggetti su tre mostrano anomalie insolite, forse non è la natura a essere “strana”, forse è il nostro pregiudizio che tutto debba essere naturale.»

Credito:
Osservatorio Internazionale Gemini/NOIRLab/NSF/AURA/K. Meech (IfA/U. Hawaii)
Elaborazione delle immagini: Jen Miller e Mahdi Zamani (NSF NOIRLab)
Intervistatore: In queste 48 ore molti colleghi hanno ribadito che “non c’è alcuna prova di artificialità”.
Loeb: «Sono d’accordo. Non ci sono prove. Ma non ci sono nemmeno prove a favore delle spiegazioni naturali che vengono proposte con troppa sicurezza. Quando il margine di incertezza è così alto, la prudenza metodologica impone di considerare varie ipotesi, non di escluderne una a priori.».
Intervistatore: Qual è la probabilità che tutte queste anomalie siano coincidenze naturali?
Loeb: «Non posso dare un numero preciso, ma direi che è una possibilità bassa. Non nulla, ma bassa. La mia stima del 30–40% riflette proprio questo: l’ipotesi artificiale non è la più probabile… ma non è nemmeno marginale.»
Qui, in alto, la conferenza stampa della NASA, di mercoledì 19 novembre 2025.
Intervistatore: Se 3I/ATLAS fosse artificiale, cosa potrebbe essere?
Loeb: «Molte cose: un frammento di sonda, una vela spaziale spenta, un oggetto passivo, un relitto. Non dico che sia così. Dico: perché non investigarlo con la stessa serietà con cui indaghiamo qualunque mistero scientifico? È così che si fanno scoperte.»
Conclusioni
Avi Loeb continua a rappresentare la voce fuori dal coro, il ricercatore che non teme di mettere in discussione il paradigma. Che ATLAS sia una cometa esotica, un frammento di tecnologia o qualcosa di completamente inatteso, una cosa è certa: questo oggetto sta costringendo la scienza a interrogarsi sulle proprie certezze. E forse — come suggerisce Loeb — è proprio da qui che nascono le rivoluzioni.
Di seguito, altre dichiarazioni di Avi Loeb su 3I/Atlas. Una coerenza indissolubile: Avi Loeb chiede all’ONU di indagare su oggetti interstellari come 3I/ATLAS
