La scala di Loeb, siamo in pericolo? 3I/Atlas: al livello 10 è una possibile minaccia per la Terra. Video

La scala di Loeb, siamo in pericolo? 3I/Atlas: al livello 10 è una possibile minaccia per la Terra. Video.

3I/Atlas. Immagini della sonda ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) dell'ESA, 3I/ATLAS mentre passava vicino a Marte.
3I/Atlas. Immagini della sonda ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO) dell’ESA, 3I/ATLAS mentre passava vicino a Marte.

C’è un momento nella storia in cui la scienza deve un attimino fermarsi e fare un esame di coscienza. E’ il momento in cui i dati smettono di essere semplici numeri e iniziano a pulsare come un cuore, a dire altro rispetto al comune pensare. È il momento in cui tutte le certezze acquisite fino a quel momento vacillano paurosamente a causa di imprevisti, dell’imponderabile. Uno di quegli imprevisti, uno di quei momenti di crisi, di messa in discussione dei dogmi scientifici, si chiama, oggi, 3I/Atlas.

Per i precedenti articoli su 3I/Atlas, sempre a firma del nostro Presidente Angelo Carannante,  clicca QUI. Se ti vuoi prenotare per il convegno di Granarolo, clicca QUI

Il dr. Angelo-Carannante, presidente e fondatore del CUFOM, autore dell'articolo che stai leggendo
Il dr. Angelo-Carannante, presidente e fondatore del CUFOM, autore dell’articolo che stai leggendo

Un oggetto interstellare – freddo, distante, “bizzarro”, apparentemente innocuo – comincia a dirci di una storia molto diversa da quella che ci aspetteremmo. 3I/ATLAS sta devastando la scienza ufficiale che, come un malato che rifiuta di accettare la sua grave malattia, rigetta ogni ipotesi di artificialità. E’ il terzo oggetto interstellare registrato dall’umanità nel nostro sistema solare, nell’arco della storia conosciuta, ma non basta il beneficio del dubbio.
3I/Atlas (ricordo ancora una volta scoperto il 1° luglio 2025) da mesi continua a sfidare la narrativa ufficiale, a scompaginare ogni assunto scientifico. Per il mainstream, il sistema di potere consolidato, si tratta solo di una cometa particolare, ricca di ghiacci volatili. Per altri, scienziati progressisti e con mente aperta ad ogni possibilità, tra cui Avi Loeb e l’astrofisico italiano Toni Scarmato, potrebbe essere qualcosa di più: un velivolo o una sonda aliena, un manufatto tecnologico, un messaggero, un frammento di un’intelligenza che non appartiene alla Terra, arrivato qui non si sa da dove.

3IAtlas - Novembre 2025, immagine della sonda Jupiter Icy Moons Explorer ( Jupiter Icy Moons Explorer) dell'ESA
3IAtlas – Novembre 2025, immagine della sonda Jupiter Icy Moons Explorer ( Jupiter Icy Moons Explorer) dell’ESA

Un oggetto che non vuole comportarsi da cometa. Come dico sempre: una cometa che non è una cometa.

Le prime anomalie, ne cito solo alcune, rimandando QUI per le numerose altre, sono arrivate come piccoli sussurri, che già cominciarono a spaventare la scienza accademica, di regime. La luminosità di 3I/ATLAS non seguiva i modelli previsti. I getti di materiale espulso, normale per le comete, avevano un piccolo particolare che non quadrava: non erano caotici,  ma sorprendentemente simmetrici, che, attenzione, non “sembra”, ma “sono” organizzati, come se rispondessero a un principio ingegneristico e non a un processo geologico casuale. Come è possibile che la natura sia così precisa, con un fenomeno che nelle comete è stato sempre dimostrato essere del tutto casuale?
Poi è arrivata la seconda anomalia: la traiettoria. Non ha deviato, come ci si aspetterebbe da un corpo in cui “comanda” la sublimazione di ghiacci: molto plausibile è la possibilità, anzi probabilità, che la traiettoria stabile sia artificiale, in termini spicci “extraterrestre”. Infatti, mantenere una stabilità così sospetta, così controllata (questo è il termine giusto) è assurdo se assumiamo un oggetto naturale, ma diviene spiegabile al 100% se si accetta l’idea di un sistema di controllo che dirige e corregge la rotta.
E ancora, altra anomalia: la composizione. Le analisi spettroscopiche hanno rivelato una predominanza di CO₂ (anidride carbonica) ed H2O (acqua), ma con proporzioni e combinazioni che non combaciavano perfettamente con quelle delle comete tipiche del nostro sistema solare e neanche con quelle extrasolari precedenti. Un particolare che, già da solo, solleva qualche sospetto e che sommato al resto delle stranezze non spiegate in modo convincente, ha iniziato a costruire un mosaico sconcertante.

La Scala di Loeb e il livello 4 che ha generato furiose discussioni

Molto intrigante la scala da 1 a 10, vari livelli, che Loeb ha ideato per classificare gli oggetti interstellari, intendendo come oggetto anche la possibilità di un velivolo extraterrestre, cosiddetto esotico:

  • il numero 0 (zero) significa che un oggetto è completamente naturale;
  • il numero 10, invece, indica un artefatto artificiale, un velivolo o oggetto generico alieno, potenzialmente pericoloso.

3I/ATLAS è stato collocato al livello 4, a mio avvisto, troppo basso, considerate le 20 anomalie mostrate da questo enigmatico oggetti interstellare. Loeb, pur nella sua “spregiudicatezza”, a mio avviso, per forza di cose, adotta una “tattica” di “contenimento della verità”, vista l’aria che tira nel mondo scientifico e prima ancora della “dittatura scientifica” in cui siamo immersi, travestita da democrazia del sapere. Il livello 4, che ripeto mi sembra troppo basso, non è abbastanza per gridare al contatto alieno, ma nemmeno troppo basso per dormire sonni tranquilli. E soprattutto: Loeb non ha voluto abbassare il punteggio, proprio alla luce di nuovi dati emersi nel corso di molti mesi. Un dettaglio che pesa come un macigno sui dogmi: a mio avviso, il livello dovrebbe aumentare, perlomeno, ad essere prudenti, di 2 punti ed arrivare al valore di 6 nella scala di Loeb.

Il “sistema organizzato”: la scoperta che ha messo ancora più in crisi la scienza accademica e di regime.

Il nuovo studio di Loeb e Scarmato ha aggiunto un tassello al puzzle che potrebbe essere di portata storica. Studiando i getti di 3I/ATLAS, i due scienziati hanno individuato una tripla struttura simmetrica, un pattern, un sistema organizzato, che ricorda più uno schema propulsivo e quindi di natura intelligente, che un fenomeno naturale. Non si tratta di un semplice getto casuale, governato dal caso, ma di un disegno, una geometria, un ordine che non dovrebbe esserci in una normale cometa.

Loeb lo ha definito come un non impossibile “sistema organizzato”, un’affermazione che, nel linguaggio prudente e dogmatico della scienza, significa un terremoto di grado elevato.

3I-ATLAS - LA SCALA DI LOEB
3I-ATLAS – LA SCALA DI LOEB

Le anomalie individuate da Loeb

Dalle varie analisi emergono quattro anomalie principali:

  1. La simmetria dei getti è troppo regolare per essere sicuramente naturale.
  2. La stabilità della traiettoria, che non è compatibile con il solo fenomeno della sublimazione.
  3. La composizione chimica non comune, con delle differenze non trascurabili rispetto alle comete conosciute.
  4. Le variazioni di luminosità, le quali hanno rivelato un “surge” improvviso, osservato nella fase di allineamento Terra-Sole, non facilmente spiegabile con i modelli standard.

Quattro anomalie, a differenza di soli 3 indizi, non fanno la prova di una civiltà aliena, sono d’accordo. Tuttavia quattro anomalie principali, oltre alle restanti 16 anomalie (alcune di esse sono state accorpate in altre perchè simili), secondo i punti di vista, costituiscono indizi talmente importanti e decisivi, da rasentare una prova. Tuttavia, resto con i piedi ben piantati a terra, con un po’ di prudenza, eccessiva, che non guasta mai.

La notte in cui Avi Loeb ha osservato un allineamento raro, con 3I/Atlas, perfettamente illuminato.

Il 22 gennaio 2026 Loeb registrato un allineamento raro: 3I/ATLAS in “fase di luna piena”, perfettamente illuminato. C’è  stata  una particolare configurazione geometrica tra il sole, 3I/Atlas e la Terra, grazie alla quale, l’oggetto interstellare è apparso completamente illuminato, proprio come la Luna quando è piena. È in quel momento che Loeb ha visto ciò che aspettava: un aumento improvviso di luminosità e la conferma della struttura tripla dei getti. Un segnale alieno? Un malfunzionamento dell’ipotetico velivolo? Un semplice fenomeno fisico ancora non compreso? La scienza non ha saputo dare una risposta definitiva. E questo aumenta i sospetti sulla natura di 3I/Atlas.

La comunità scientifica, naturalmente si divide.

Come spesso accade quando Loeb rilascia dichiarazioni “estreme”, il mondo scientifico si divide in opposte acerrime fazioni “nemiche”. C’è chi  accusa l’astrofisico di Harvard di alimentare l’effetto “al lupo al lupo”, ricordando che anche Oumuamua fu interpretato come possibile artefatto e poi ricondotto a spiegazioni naturali: spiegazioni, non affatto convincenti, diciamo “di comodo”. E c’è chi, invece, riconosce che la prudenza non deve diventare cecità, invita ad avere la mente aperta e a non aver paura di esternare ciò che suggerisce la mente…ed il cuore.

Se ci rifiutiamo di raccogliere i tanti segnali (che nemmeno consideriamo) che 3I/Atlas sia un oggetto atipico, come reagiremo un giorno dinanzi ad evidenze ancora più impressionanti? Se un giorno un oggetto artificiale dovesse davvero attraversare il nostro sistema solare, lo riconosceremmo? Oppure ci rifiuteremo di riconoscerlo e lo archivieremo come “cometa un po’ strana”? Quest’ultimo scenario è molto probabile, vista l’aria che tira nel mondo (pseudo)scientifico.

3I-ATLAS, immagine reale ritagliata
3I-ATLAS, immagine reale ritagliata

Un messaggio silenzioso da un oggetto interstellare incompreso?

Nel frattempo, 3I/ATLAS continua il suo viaggio. Non parla, non emette segnali radio, non compie manovre evidenti. Tutto questo, ovviamente, stando alla scienza ufficiale, in quanto alcuni ricercatori contestano questi punti. Eppure, nel suo apparente silenzio, questo straordinario oggetto interstellare sembra dirci qualcosa: che non siamo soli, o che potremmo non esserlo. Diciamoci la verità: già di per sé l’universo è molto complicato, poi ci mettiamo del nostro con i robusti paraocchi della scienza dominante che sovente si rifugia dietro a spiegazioni inverosimili per spiegare l’inspiegabile.

Non è escluso che emergeranno nuovi scottanti dati.

Loeb attende nuovi dati spettroscopici, nuova misurazioni, quelle che potrebbero confermare o smentire definitivamente l’ipotesi artificiale, così come l’ipotesi naturale. Nell’ipotesi in cui emergano firme chimiche incompatibili con processi naturali, la storia dell’umanità potrebbe cambiare in un istante, sempre che il mainstream non neghi l’evidenza dei dati. Se invece tutto rientrerà nei modelli noti, conosciuti, resterà comunque un oggetto straordinario, un frammento di un altro sistema stellare che ci ha sfiorati per un attimo. Ma, credo che resteranno sempre tanti punti interrogativi, perché le anomalie che si sono registrate, davvero troppe, resteranno lì e nessuno le potrà ignorare. Fino a quel momento, 3I/ATLAS rimarrà un oggetto sospeso tra due mondi: quello della scienza ufficiale e quello di chi crede veramente ai dati non fingendo di ignorarli. Concludo, chiarendo come sempre, che non affermo con certezza che 3I/Atlas sia alieno, ma che esistono troppi dati di cui non è stata  fornita una spiegazione. E’ ora che la scienza dominante parli con i fatti, non con i dogmi religiosi: quelli che si è imposta con un malinteso senso della razionalità.

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