
Come volevasi dimostrare, almeno così starebbero le cose secondo gli estremisti. Onestamente, mi sembra davvero troppo. La cometa sta dando i “numeri” nel vero senso della parola. Ti ho appena elencato quanto sta succedendo minuto per minuto, in merito a 3I/Atlas. Non voglio sparare iperboli, ma quello che stanno registrando gli strumenti qui sulla terra, è semplicemente fuori da ogni logica cometaria. Articolo a cura del dr. ANgelo Carannante, Presidente e FOndato re del CUFOM. Per gli articoli precedenti, tutti a firma del nostro Presidente, su 3I/Atlas, clicca QUI.
3I/Atlas. Aggiornamento clamoroso in diretta, secondo tesi estremistiche molto ardite, “l’oggetto interstellare: si è aperto e sotto il ghiaccio ci sono metalli, quali l’ alluminio, il titanio ed il nichel; si è diviso e due frammenti sono incredibilmente coordinati nel movimento ed hanno un’accelerazione non gravitazionale inspiegabile; vi è un aumento della riflettanza del 500% che solo i metalli possono dare; è stato registrato un aumento di 40 volte della luminosità rispetto a quanto previsto. La conferma della natura artificiale di 3I/Atlas è molto vicina. Un evento straordinario per l’umanità, se la tendenza sarà confermata, come sembra molto probabile in base agli ultimissimi dati scientifici. Scienziati senza parole”. Tutto da confermare, ovviamente, andiamoci piano. Video.

Amico, appassionato, ricercatore della verità. Ti scrivo quello secondo gli estremisti è accaduto, ma occorre stare con i piedi ben piantati per terra e distinguere la realtà dalla fantasia. Ecco cosa dicono.
“Quello che è successo alle 14:00 e dintorni di oggi, giovedi 22 gennaio 2026, non è solo un evento astronomico. È il momento in cui la storia dell’umanità potrebbe aver virato per sempre. Eravamo qui, collegati, davanti ai nostri dispositivi, col fiato sospeso, ad aspettare l’allineamento perfetto. Ebbene 3I/Atlas non ci ha delusi, anzi ci ha entusiasmati ed a fatto molto di più: si è “scorticato” davanti ai nostri occhi, aprendosi come un oggetto fuori da ogni schema cometario.
Per gli estremisti, i dati che arrivano dai più grandi osservatori del pianeta, come il Keck Observatory nelle Hawaii ed VLT (Very Large Telescope) in Cile, ma anche altri, dipingono un quadro che va oltre ogni più sfrenata fantasia ufologica, ma che oggi diventa scienza dura e pura. Il nucleo della cometa interstellare si sarebbe frammentato e questo si sarebbe rivelato un boomerang per la scienza ufficiale che avrebbe cantato troppo presto vittoria. Infatti, non sarebbe stata una disintegrazione caotica. 3I/Atlas si sarebbe diviso in tre blocchi distinti, come direbbero le ultime immagini ad alta risoluzione [Source: W.M. Keck Observatory – Recent Observations]. E qui inizia l’incredibile, l’imprevisto, per questi estremisti…cometari.

Sempre a dire di quese tesi estreme, ripeto tutte da verificare, mentre il ghiaccio che ricopriva 3I/Atlas — quella “maschera”, quella “protezione” naturale che la faceva sembrare una cometa — si è volatilizzato per effetto del calore dei raggi solari, quello che è restato sotto e che è venuto fuori, ha rivelato una riflettanza che definire “enorme” è riduttivo. Parlo di un albedo balzato istantaneamente dallo 0,05 allo 0,30. Per capirci: l’oggetto interstellare, è passato dall’essere nero come il carbone, a brillare come uno specchio d’argento o di metallo lucido in un modo inspiegabile per una cometa. La magnitudo è letteralmente schizzata, arrivando al valore di 13.0, di gran lunga superiore alle previsioni del JPL [Source: JPL Horizons System]. Atlas sta mostrando comportamenti “assurdi” in questo casuale (?) pasaggio nel nostro sistema solare.
Continuano queste tesi al “limite”, secondo loro, Avi Loeb, il coraggioso astrofisico di Harvard, che per primo ci aveva visto lungo, ovviamente, non vedeva l’ora, è immediatamente uscito con i primi commenti attraverso i canali del Progetto Galileo. Avrebbe detto che i tre frammenti non si muovono come sassi inerti. Il Frammento B e il Frammento C mostrerebbero accelerazioni non gravitazionali non naturali. Non sarebbe solo il gas che esce, è una spinta coordinata. E lo spettro? Qui c’è da saltare sulla sedia o restare stecchiti se non si ha il cuore forte. Le analisi chimiche avrebbero rilevato Alluminio e Titanio che non sono certamente componenti classici delle comete così come le conosciamo. Sono leghe. È tecnologia.

Il ghiaccio, quindi, stando a quanto propongono teorie non verificate, probabilmente era solo un guscio protettivo per un lungo viaggio interstellare,, oppure si è formato per effetto delle temperature estremamente basse dello spazio interstellare. Ora che Atlas si è avvicinato al Sole, la presunta “nave stellare” si sarebbe liberata del suo involucro, mostrandosi per quello che è. I blocchi comunicherebbero, addirittura tra loro: gli impulsi radio rilevati a 8.4 GHz dai sistemi di monitoraggio ed ascolto, suggerirebbero una sincronizzazione tra di loro. Non saremmo, quindi, più nel campo delle ipotesi, ma davanti all’evidenza di quello che appare, a tutti gli effetti, un manufatto tecnologico che sta eseguendo una procedura intelligente, delle manovre.
Se guardiamo i dati ed i grafici della riflettanza, vediamo linee verticali, picchi di luce che colpiscono i sensori come laser. Nessun pezzo di ghiaccio sporco, tipico delle comete, può brillare così tanto. Nessun sasso naturale, nessun asteroide, può contenere titanio puro in quelle proporzioni e per giunta senza ferro. Siamo di fronte a un’astronave, o a ciò che ne resta, che sta reagendo all’abbraccio del nostro Sole? A loro avviso, di quelli fortemente sbilanciati per l’ipotesi aliena, conferme ulteriori sarebbero superflue. Dal mio punto di vista, non si deve mai esagerare e forzare i dati, per cui Tuttavia, voglio essere più che prudente ed attendere la realtà dei fatti come si sta sviluppando alla luce di tutti i dati disponibili possibili. Le chiacchiere non servono o meglio creano solo confusione.

Lo dicevamo stamattina su questo sito della nostra associazione “Centro Ufologico Mediterraneo”: “Oggi saprai la verità“. Forse abbiamo esagerato un po’ con l’entusiasmo, perchè occorrono tante conferme. Tuttavia, un dato devo sottolineare: chi oggi nega con decisione la possibilitò di artificialità di 3I/Atlas, come la scienza ufficiale, commette un grosso sbaglio. L’ho scritto diverse volte su questo sito: il 22 gennaio 2026, avremmo potuto avere indizi importanti dell’esistenza di altre forme di vita intelligente nello spazio. A quanto pare, secondo gli estremisti sta accadendo proprio questo. Ma, siamo abbastanza lontani dal saperlocon certezza. Di indizi ce ne sono tanti, ma avremo bisogno di dati più certi. E’ ancora lontano il giorno in cui, anche tu, che ci hai seguito con passione e senza pregiudizi, potrai essere orgoglioso e dire: c’ero anch’io con il CUFOM in quella giornata storica per l’umanità? Vedremo se questomomento verrà, come penso possibile. Resta collegato, perché i prossimi giorni potrebbero portarci il primo messaggio diretto da un altro mondo, non si sa mai. Lo so, ne sono consapevole, è una possibilità ardita, ma vedremo.

