
Puo’ esistere interazione tra la mente e la spiritualita’ umana e il fenomeno crop circles? Apparizioni di crop circles dopo meditazioni.Video.
Articolo a cura della socia ricercatrice del CUFOM Liala Graziano.
Correva l’anno 1992 e, per la prima volta, vidi in televisione una foto che scatenò quella che poi divenne la mia ricerca più pressante: un meraviglioso crop circle, o cerchio nel grano, apparso in Inghilterra. Da allora con un’urgenza inspiegabile e interiore cercai, sperimentai, studiai e amai quel fenomeno che, a mio avviso, ha racchiuso tutto lo scibile umano, insieme all’invito esplicito di ritornare alla Natura e a nostra Madre Terra. L’impegno in termini di tempo e di studio fu enorme, ma altrettanto importanti ed emozionanti si rivelarono le esperienze che ne derivarono.

In un periodo ancora privo di internet e di informazioni, finalmente, nel 2003, si svolse a Stresa, uno dei primi convegni sui crop circles, durante il quale conobbi grandi ricercatori inglesi, tra cui Karen Duglas che raccontò il suo esperimento del quale solo i partecipanti erano a conoscenza. Ecco in cosa consistette l’esperimento. In un campo inglese, si riunirono sette persone, le quali, durante una meditazione, chiesero agli artefici dei crop circles di mandare loro un segno tangibile della loro presenza, che fosse una firma inequivocabile. Due giorni dopo, nel punto in cui fecero questa richiesta, comparve un crop circle composto da sette cerchi disposti esattamente come loro. Da quel momento Karen Duglas si dedicò alla divulgazione di questo fenomeno.

Nel Giugno 2005, ispirata dal racconto di Karen, organizzai una meditazione per chiedere una formazione che per noi potesse essere un importante riscontro. Un sabato sera, insieme ad altre tre persone, andai in un luogo di alta energia vicino a Valenza, nel Monferrato (a circa 100 km. dalla nostra residenza). Qui, il 31 Maggio 1999, ci fu un’apparizione Mariana per cui, al fine di commemorarla, venne eretta una croce molto grande. Sotto a questa croce, mettendoci in cerchio e ponendo al centro del cerchio l’immagine di un crop raffigurante una stella, iniziammo la nostra meditazione basata sul ruolo dell’essere umano quale ponte tra Cielo e Terra, chiedendo un segno per noi significativo.

Esattamente quarantotto ore dopo, eravamo all’interno del crop circle di Dairago che (combinazione?) formava un’immagine molto simile alla nostra posizione nella meditazione. Preciso che di questo esperimento eravamo a conoscenza solo noi partecipanti e che nessuno di noi conosceva il piccolo comune di Dairago, situato a circa tre quarti d’ora dalle nostre abitazioni. Al centro del nuovo pittogramma un grande cerchio (il nostro agroglifo a stella), con attorno altri quattro cerchi più piccoli (noi), uniti da quattro segmenti a croce (la croce che ci sovrastava). All’epoca studiavo molto sul simbolismo e sulle tradizioni dei nativi americani e secondo il simbolismo pellerossa la croce rappresenta l’unione tra Cielo e Terra, il tema della nostra meditazione. Un’altra curiosità: il crop di Dairago comparve in regione Crocifisso, Via Crocetta.

Ovviamente è impossibile descrivere la gioia incontenibile per quel “regalo” che, dal quel momento, ho considerato “mio”.
Ogni anno a Glastonbury, in Inghilterra, si organizza un convegno internazionale sui crop circles al quale partecipano ricercatori e scienziati da tutto il mondo. In quel periodo uno di questi studiosi, l’americano Michel Glickman, ebbe il compito di chiudere la manifestazione e al termine della sua relazione come colonna sonora utilizzò una canzone che raccontava del volo di tre uccelli. Il giorno successivo nelle vicinanze comparve un bellissimo pittogramma che venne poi intitolato “il volo delle tre rondini”. Un ringraziamento per il lavoro svolto?
Esistono molte altre testimonianze che attestano la possibilità di un contatto sottile con coloro che credo siano i reali esecutori dei crop circles, ovviamente di quelle formazioni che presentano alterazioni ambientali evidenti, bellezza, perfezione e comunicazione.

Ritengo che, chiunque abbia effettuato ricerche approfondite e scevre da pregiudizi, possa escludere l’origine naturale, casuale o umana, attribuendo queste creazioni a una forma di energia intelligente e radiante in grado di creare meraviglie in pochi secondi e, a conferma di questo, anche le molte anomalie genetiche riscontrate nella germogliazione dei semi coinvolti nelle formazioni autentiche.
Certo, i cosiddetti circle makers o artisti della land art si sono divertiti parecchio, ma se fossero intenzionalmente e a loro insaputa ispirati nel realizzare formazioni attribuite poi alla creatività umana?
Tante sono le ipotesi per tentare di spiegare l’origine dei crop circles e del loro linguaggio criptato: dall’ipotesi meteorologica a quella militare, dalle leylines agli extraterrestri, fino a pensare che possa essere il nostro stesso pianeta a scriverci.

A parer mio, in questi messaggi caratterizzati dal simbolismo, dalla matematica e dalla geometria e che spesso parlano direttamente al subconscio evitando la mente razionale, possiamo intravedere la palingenesi dell’umanità e l’invito verso un’affascinante alchimia che ci porterà a riconsiderare il nostro ruolo su questo meraviglioso pianeta.
Chi sono gli artefici? Potrebbe trattarsi di teofania, cioè la Divinità che ci parla per mezzo di Esseri e strumenti molto evoluti. Sta a noi ascoltare…
