3I/ATLAS: il misterioso visitatore interstellare è naturale o una sonda aliena? Il confronto con ʻOumuamua e Borisov. Video.

Immaginare che un oggetto interstellare come 3I/ATLAS sia artificiale ci trasporta in un territorio affascinante tra astrofisica e fantascienza, una zona dove le anomalie orbitanti si prestano a interpretazioni straordinarie anziché scontate
Secondo Avi Loeb e alcuni suoi collaboratori, 3I/ATLAS presenta caratteristiche insolite: una traiettoria retrograda perfettamente allineata con il piano dell’eclittica, eventi di avvicinamento ravvicinato a Venere, Marte e Giove con una probabilità combinata prossima allo 0,005 %, e una luminosità che, con albedo standard, implicherebbe un oggetto troppo grande per essere un asteroide comune.

In più, mancano evidenze spettroscopiche nette di gas cometario, anche se alcuni dati successivi hanno rilevato presenza di vapore d’acqua e OH nel coma, suggerendo comportamenti da cometa
Loeb e colleghi arrivano a proporre che potrebbe trattarsi di un manufatto tecnologico, forse un test di comunicazione aliena o, in una visione più suggestiva, una sorta di “Turing test” inviato verso il nostro sistema per valutare la nostra risposta
Altri astronomi, però, rimangono cauti o scettici. Chris Lintott (Oxford) ha definito questa idea come “nonsense su trampoli” e un insulto al lavoro serio sugli oggetti interstellari.

Darryl Seligman, tra i primi a studiare 3I/ATLAS, sottolinea che le osservazioni mostrano caratteristiche tipiche di comete — e che alcuni componenti potrebbero non essere ancora osservabili data la distanza attuale
Nel confronto, ʻOumuamua fu il primo visitatore interstellare scoperto, notato per la sua accelerazione anomala e l’assenza di una coda cometaria evidente
Loeb e il suo dottorando Shmuel Bialy proposero che un oggetto sottile come una vela solare potrebbe spiegare quella spinta addizionale dovuta alla pressione radiante.

Questo accese un acceso dibattito scientifico: molti colleghi ritennero che l’evidenza sia insufficiente e preferirono spiegazioni naturali, compresi scenari con comete atipiche o gusci di idrogeno
Alla fine, la comunità scientifica ha attribuito a ʻOumuamua origini naturali, anche se Loeb ha proposto il Galileo Project per studiare con dati migliori i futuri oggetti simili
2I/Borisov, invece, è stato classificato con sicurezza come una cometa interstellare: non ha suscitato speculazioni sull’ipotesi artificiale e si è comportato come un corpo naturale, sia in emissione che composizione.

In sintesi, l’ipotesi che 3I/ATLAS sia di origine artificiale, come quella avanzata per ʻOumuamua, resta confinata in ambito speculativo. Loeb e alcuni collaboratori esplorano questa possibilità con proposte suggestive, mentre gran parte della comunità preferisce attender dati più solidi e interpretazioni più ordinarie come quelle comete. Il confronto tra i tre oggetti interstellari ci mostra le diverse reazioni scientifiche alla sorpresa cosmica: ʻOumuamua ha fatto accendere l’immaginazione, Borisov ha richiamato alla normalità, e 3I/ATLAS riaccende il dibattito tra meraviglia e prudenza.

Eccovi, infine, un articolo del Corriere della Sera che approfondisce la questione.
Pur essendo diventato il bersaglio delle critiche di tanti colleghi – chissà perché decisi a considerare fuffa quelle che sono ipotesi (e non assiomi) da lui elaborate sull’ormai famoso oggetto 3I/Atlas –, il professor Avi Loeb di Harvard continua a tirare diritto per la sua strada (peraltro con un rispetto…
Per continuare la lettura visita il link: Avi Loeb rilancia: “Ecco perché non è da escludere che 3I/Atlas abbia una natura tecnologica” (non di origine umana)
Fonte: MisterobUFO – Corriere della Sera
