
Sinceramente, non avrei mai voluto scrivere queste righe. Quando ho saputo della scomparsa di Erich von Däniken, è come se un pezzo della mia stessa curiosità se ne fosse andato con lui. Ricordo come lo conobbi: trovai un suo vecchio libro in una biblioteca e quando, poi, vidi un documentario in TV a lui dedicato. Mi sembra oggi che tenevo in mano, per la prima volta, un suo libro. Quelle teorie mi sembravano completamente assurde, tanto che pensavo: ma questo, è fuori di testa? Ero ancora un ragazzino. Ma, addentrandomi nel ragionamento alla base di quelle teorie, mi resi conto che erano maledettamente affascinanti e con una logica molto coerente. Mi si spalancò la mente, costringendomi a guardare il mondo con occhi diversi. Non mi importa se la scienza ufficiale lo ha sempre tenuto a distanza o se i critici hanno cercato di smontare ogni sua parola, finanche denigrandolo. Erich aveva un dono che oggi scarseggia: sapeva farci sognare l’impossibile, che invece era una realtà dimenticata e sommersa sotto la sabbia del tempo. Con la sua morte perdiamo il più grande provocatore del nostro tempo, incurante dell’ establishment, un uomo che ha trasformato il dubbio in un’arte. Ecco perché ho voluto raccogliere qui i frammenti, le testimonianze, della sua vita incredibile ma sempre coerente con il suo personaggio, per rendere omaggio a chi ha avuto il coraggio di vedere astronauti dove gli altri vedevano solo pietre ed ha ricostruito una storia perduta.

Addio a Erich von Däniken: se ne va l’uomo che ci ha insegnato che gli Dèi erano, in realtà, Astronauti. Video.
La notizia della scomparsa di Erich von Däniken non è stata solo un trafiletto di cronaca, ma una vera onda d’urto che ha attraversato le redazioni di mezzo mondo il 10 gennaio 2026. È stato quasi paradossale vedere testate che per anni lo hanno ignorato o sbeffeggiato, doversi fermare per riconoscere la grandezza della sua ombra. Dalla sua Svizzera fino alle coste americane, il mondo dell’informazione si è dovuto inchinare al “padre del mistero”.
Ecco come i grandi nomi del giornalismo hanno raccontato il suo ultimo viaggio.
Il dolore della sua terra: La Svizzera
In Svizzera, von Däniken era molto più di un autore; era un’istituzione nazionale. La SRF (la radiotelevisione svizzera) è stata tra le prime a dare l’annuncio ufficiale, confermando che il cuore di Erich si è fermato all’ospedale di Interlaken. È stato un colpo durissimo per la comunità locale. Testate come SWI swissinfo.ch e il Corriere del Ticino hanno pubblicato lunghi speciali, ricordando non solo i suoi 70 milioni di libri venduti, ma anche il suo legame viscerale con il territorio, culminato nella creazione del suo amato Jungfrau Park.

Il tributo dei colossi internazionali
Oltreoceano, dove la teoria degli “antichi astronauti” è diventata quasi una religione laica, il New York Times ha pubblicato un necrologio solenne. Lo hanno descritto come l’uomo capace di trasformare l’archeologia in una narrazione fantascientifica planetaria. Anche le agenzie Reuters e Associated Press hanno battuto la notizia con urgenza, sottolineando come la sua morte segni “la fine di un’era per la ricerca non convenzionale”.
In Inghilterra, la BBC ha preferito puntare sul suo impatto culturale, ricordando quanto il cinema e la TV moderna debbano alle sue intuizioni, spesso rubate dai registi di Hollywood per creare i nostri blockbuster preferiti.

L’Italia e il legame col mistero
In Italia, la reazione è stata viscerale. L’ANSA ha rilanciato subito la notizia, seguita a ruota da Rai News, che ha ripercorso i momenti salienti delle sue apparizioni televisive. Il blog di settore del Corriere della Sera, Mistero Bufo, ha ospitato interventi commossi di chi per anni ha seguito le sue tracce, definendolo un pioniere coraggioso, un uomo che ha avuto la forza di restare in piedi nonostante le raffiche di critiche del mondo accademico.

La commozione del web e del mondo UFO
Ma è online che si è visto il vero amore del pubblico. Su Reddit e X, gli hashtag legati al suo nome sono rimasti in tendenza per ore. La redazione di History Channel, che deve a lui il successo globale di Ancient Aliens, ha trasmesso un tributo speciale, mentre migliaia di appassionati di UFO e archeologia di frontiera hanno condiviso citazioni e video dei suoi viaggi più famosi.
È come se, per un attimo, il mondo intero si fosse fermato a guardare quelle stelle che Erich aveva indicato per tutta la vita. Non importava più se avesse ragione o torto; importava che fosse riuscito a farci porre la domanda più importante di tutte: “Siamo davvero soli?”.
