3I/Atlas. Si infittisce il mistero: a) un bagliore diffuso di 400.000 km attorno al nucleo; b) segnale emesso, raggi X, straordinariamente intenso; c) getti di materiale che “oscillano” con un ritmo regolare. La NASA e la scienza non trovano spiegazioni convincenti. Per Avi Loeb nulla è escluso. Video

 

22 - 3I-ATLAS in NASA Eyes-demo. Crediti immagine: Crediti: ATLAS/Università delle Hawaii/NASA
22 – 3I-ATLAS in NASA Eyes-demo. Crediti immagine: Bellissima animazione. Crediti: ATLAS/Università delle Hawaii/NASA

Il mistero di 3I/Atlas, anzichè risolversi, si infittisce sempre di più ed il dibattito tra scienza dogmatica e con i paraocchi, che si contrappone ai ricercatori di mentalità più aperta, come Avi Loeb, si esaspera sempre di più. Tanti, tantissimi indizi verso una natura artificiale di questo straordinario oggetto interstellare che sta mettendo in crisi la scienza ufficiale/religiosa (nel senso che oramai, la lobby scientifica odierna, rifiuta, letteralmente, le spiegazioni alternative a cui, ovviamente, non sa dare risposte.

Il dr. Angelo Carannante, Presidente e FOndatore del Centro Ufologico Mediterraneo, alias CUFOM
Il dr. Angelo Carannante, Presidente e FOndatore del Centro Ufologico Mediterraneo, alias CUFOM

Articolo a cura del Presidente e FOndatore del Centro Ufologico  Mediterraneo, alias CUFOM, dr. Angelo Carannante. Per vedere tutti i suoi precedenti articoli su 3I/Atlas, clicca QUI.

3I/Atlas. Si infittisce il mistero: a) un bagliore diffuso di 400.000 km attorno al nucleo; b) segnale emesso, raggi X, straordinariamente intenso; c) getti di materiale che “oscillano” con un ritmo regolare. La NASA e la scienza non trovano spiegazioni convincenti. Per Avi Loeb nulla è escluso. Video.

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Negli ultimi due giorni (24-26 dicembre 2025), mentre l’oggetto interstellare 3I/ATLAS inizia la sua traiettoria di uscita dal Sistema Solare, in verità occorreranno molti mesi, sono emersi dati scientifici di grande rilievo che alimentano sia il dibattito accademico che le speculazioni sulla sua natura. Ad un punto di incontro proprio non ci si arriva e questo la dice tutta sull’aspra contrapposiizone tra gli opposti schieramenti.

Ecco le novità principali delle ultime 48 ore:

1. Prime immagini ai raggi X (24 dicembre)

La missione XRISM della JAXA (l’agenzia spaziale giapponese) ha rilasciato la prima immagine in banda X mai catturata di un oggetto interstellare.

  • La scoperta: È stato rilevato un bagliore diffuso che si estende per circa 400.000 km attorno al nucleo.

  • L’interpretazione: Gli scienziati ritengono che i raggi X siano prodotti dallo “scambio di carica” tra gli ioni del vento solare e i gas neutri (vapore acqueo, CO_2) emessi dall’oggetto. Sebbene questo sia un comportamento tipico delle comete, l’intensità del segnale ha sorpreso i ricercatori, confermando che 3I/ATLAS è chimicamente molto attivo.

PIANETI MOA-2007-BLG-192Lb o OGLE-2016-BLG-1195Lb, COSTELLAZIONE SAGITTARIO E 3I-ATLAS + SEGNALE WOW, IMMAGINE I.A.
PIANETI MOA-2007-BLG-192Lb o OGLE-2016-BLG-1195Lb, COSTELLAZIONE SAGITTARIO E 3I-ATLAS + SEGNALE WOW, IMMAGINE I.A.

2. Scoperta di “Jet Oscillanti” nell’Anti-coda (24 dicembre)

Un nuovo studio basato sulle osservazioni del telescopio terrestre, TTT (Two-meter Twin Telescope), ha rivelato una dinamica insolita all’interno della sua “anti-coda” (la parte della coda che sembra puntare verso il Sole).

  • Dinamica: Sono stati individuati dei getti di materiale che “oscillano” con un ritmo regolare.

  • Rotazione: Questo movimento ha permesso di calcolare con precisione il periodo di rotazione del nucleo, stimato ora in circa 15 ore e 30 minuti. È la prima volta che si osserva una precessione così netta in un visitatore interstellare.

La possibilità che si tratti di un’astronave aliena, che potremmo, tranquillamente, classificare come un UFO, vede, quindi, la scienza ufficiale/accademica che ha messo in atto la congiura del silenzio, sorvolando su misurazioni fisiche e chimiche che, viceversa, dovrebbero essere approfondite con umiltà. Tenta di fornire spiegazioni che, palesemente, sono di poca consistenza.

3I-Atlas, immagine da video su Wikimedia
3I-Atlas, immagine da video su Wikimedia

Come scritto sopra, il dibattito si è intensificato dopo il passaggio ravvicinato alla Terra del 19 dicembre.

  • Il “Messaggio del Silenzio”: In un editoriale pubblicato pochi giorni fa (e discusso molto nelle ultime 48 ore), l’astrofisico di Harvard Avi Loeb ha sottolineato come l’oggetto non abbia effettuato manovre attive durante il flyby terrestre. Loeb interpreta questo “ignorare la Terra” come un dato significativo: o l’oggetto è un relitto tecnologico inerte (un “messaggio in bottiglia”), oppure le sue anomalie (come l’anti-coda lunga 1 milione di km) richiedono spiegazioni che la fisica cometaria standard fatica ancora a fornire pienamente.

  • Anomalie Chimiche: Resta alta l’attenzione sull’insolito rapporto Nichel/Ferro rilevato nei mesi scorsi. Alcuni teorici continuano a ipotizzare che tale composizione sia compatibile con leghe metalliche artificiali, nonostante la NASA abbia ufficialmente classificato l’oggetto come cometa naturale per via della chioma gassosa osservata.

Situazione attuale e prossimi passi

Attualmente, 3I/ATLAS si sta allontanando dalla Terra a una velocità di circa 60 km/s. Non è più visibile a occhio nudo, ma resta l’obiettivo principale dei grandi telescopi.

  • Marzo 2026: È previsto il passaggio vicino a Giove. Gli scienziati cercheranno di capire se la gravità del gigante gassoso causerà una frammentazione del nucleo (rivelando l’interno) o se l’oggetto manterrà la sua integrità strutturale.

Continuate a seguirmi, vi fornirò aggiornamenti con elevata frequenza. Sono sicuro che la telenovela di 3I/Atlas, non è affatto conclusa. Lo dicono i fatti.