Impatto psicologico ed alieni: dr. Nino Capobianco

IMPATTO PSICOLOGICO IN IPOTESI DI CIVILTA’ EXTRATERRESTRI
Riflessioni del dott. Nino Capobianco dal seminario tenuto a Benevento il 14 ottobre 2011
Accolto in ambito Sipap e promosso dal Cufom e CUBMGC

PRIMA PARTE

PREMESSA
Su ciò che si riflette e ci si accinge a considerare in questa esposizione, si presenta, dagaranzia, l’area di confine, in cui viene a collocarsi il materiale in analisi, considerato che lamateria psicologica invece si propone e viene considerata, giustamente, come scientifica.Questo presupposto non intende creare una “salvaguardia”, ma presentare un corretto esemplice modo di impostare un discorso, forse ardito, ma comunque da riferirsi afenomenologia concreta.
Quindi vanno ancora sottolineate la piena obiettività e serenità nel presentare considerazionisu eventi all’ordine del giorno, marcandone riflessi in ambito psicologico.
Il lavoro che segue è da ritenersi finalizzato a tipiche e tradizionali esposizioni di un seminariosenza pretese, ma anche proteso a contribuire alla ricerca di risposte e certezze in merito al fenomeno in oggetto.

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La considerazione di base parte dall’assunto che
stiamo analizzando una cosa che non tutti vedono e nessuno tocca

Diviene quindi fondamentale considerare, rispetto alla fenomenologia e all’impatto mediatico (stampa, internet, Tv, ottime pubblicazioni monotematiche su svariati eventi ufologici) che vi sono miriadi di dimostrazioni concrete e certe – centri ufologici – convegni e congressi nazionali e a livello mondiale eccellenti, i quali provano a dimostrare la realtà dellafenomenologia ufologica.
Ci troviamo a considerare e a interagire con:
1) CATEGORIA di persone che hanno interamente accolto la causa ufologica – intendono certa l’esistenza nei suoi aspetti correlati : civiltà extra di ogni tipo e che cercano di contattarci in vari modi….che potremmo collocare tra il 50% / 60% della popolazione (e forse più);
2) CATEGORIA di persone scettiche, ma aperte al confronto e alle novità, (dal 20% al 30% della popolazione);
3) CATEGORIA di persone neganti il fenomeno - il confronto è esclusivamente negativo e chepotremmo ritenere consistente in una percentuale intorno al 20% della popolazione;

dobbiamo anche considerare che questa fascia di popolazione presenta obiettive analisi e tenta di dimostrare nulla la fenomenologia ufologia, se non addirittura di screditarla, basandosi sulle esperienze di falsi contattasti, impossibili abduction, falsi avvistamenti, e così via.
4) CATEGORIA di persone che non conoscono affatto la fenomenologia…(una piccola percentuale, forse al di sotto del 10%).
5) Vanno stabilite ulteriori variabili…..
Queste categorie sono riferibili sia al mondo occidentale che orientale, inteso come civiltà cheusufruiscono di ogni tipologia di mass media.

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Le strutture emotive, umane e istintuali, che andrebbero immediatamente considerate sono, riguardo all’impatto, la paura/ansia, l’allarme, l’attacco / fuga, le apprensioni, con le conseguenti variabili intervenienti, legate alle dinamiche percettive, ad esempio, ma anche alle modalità di comunicazione tra gli addetti ai lavori, e alle modalità di approccio con i cosiddetti contattasti, abdotti, esperti ufologi, etc..

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Il primo Ambito interessante dal punto di vista clinico è rivolto alla PAURA degli alieni, alla Conflittualità (o alle assonanze) tra i ricercatori, al Falso Allarme che ne potrebbe scaturire, relativamente alla Psicologia di Massa…Paura da cui scaturisce, a volte, anche il bisogno diuna psicoterapia individuale vera e propria…così come spesso accade.
Leggiamo in Wikipedia “nonostante la curiosità e l’interesse della gente su ufo e civiltà extraterrestri, l’idea che gli alieni possano manifestarsi e dare un prova certa della loro esistenza può incutere forme di panico, paura e turbamenti, che forse derivano anche dalle sceneggiature dei film che li ritraggono come spietati invasori…Ed il panico collettivo non puòche portare cattive cose! (Wikipedia).

Da qui una indispensabile analisi legata a questa problematica diviene essenziale riguardo alla Psicologia di massa e allarmismo…
Riporto, a forma di esemplificazione, come viene illustrato, da qualche parte, la presenza/attacco degli Ufo:
Ufo Ed Alieni: Secondo Mr. Stanley L’ Attacco Alla Terra Parte Da Washington.
Il giornalista e scrittore Robert M. Stanley ha raccolto oltre 900 testimonianze di avvistamenti ufo e di contatti alieni verificatisi a Washington DC negli ultimi 160 anni ed ha realizzato unlibro dal titolo eloquente: “Incontri segreti a Washington DC – la più grande raccolta suWashington basata su avvistamenti di ufo ed alieni nella storia”, per ora disponibile soltanto in lingua inglese. Il signor Stanley ha rivelato, nel corso di un’intervista concessa in esclusiva a Alfred Lambermont Webre, che proprio questo incredibile numero di oltre 900 casi diavvistamenti ufo e di contatti con gli extraterrestri l’ha portato all’inevitabile conclusione cheWashington DC sia il maggior portale interdimensionale da cui entità negative, come gli alieni Grigi ed i Rettiliani, possono sferrare i loro attacchi nel tentativo di conquistare il nostro pianeta.Mr.
Stanley ha concluso affermando che questa malefica alleanza intergalattica ha il comune obiettivo di prevenire e limitare l’evoluzione del genere umano e che controlla mentalmente ilNew World Order (NWO) esercitando il proprio potere su elites ed istituzioni come, ad esempio, il governo degli Stati Uniti, conducendoli verso la fine e la rovina. Persino l’eminente Royal Society, dal canto suo, ha messo in guardia gli esseri umani circa la pericolosità degli extraterrestri: secondo gli scienziati inglesi sarebbe sciocco illuderci di essere visitati da entità benevole ed amichevoli provenienti da lontani pianeti. Stando a quanto riportato dal quotidiano “Canadian National Newspaper”, la conclusione del giornalista e scrittore secondo cuiextraterrestri crudeli, primi tra tutti Rettiliani e Grigi, vorrebbero impadronirsi del pianeta Terra è congruente con la rivelazione dell’intelligence statunitense del 1964 secondo la quale i Grigi diOrione e gli extraterrestri simili a rettili di Draco avevano stabilito di occupare il nostro pianeta tra il 2000 ed il 2030, come ha riferito l’informatore britannico Michael Prince. Prince, dal cantosuo, ha anche asserito che è iniziata la Terza Guerra Mondiale, un conflitto planetario chevede coinvolti gli esseri umani contro l’ostile civilizzazione aliena: “La situazione è pericolosa – ha detto Michael Prince in una recente intervista – ma tutto è sotto controllo al momento e non bisogna farsi prendere dal panico”. da Google – sito CUBMGC / Cufom. (9.08.2011)

Sono modalità che potrebbero incutere allarmismo e paura, anche se il genere umano è abituato a ben altri allarmismi terroristici e rischi climatici!
In questa direzione il fenomeno Ufo acquista un segnale esclusivamente negativo e non puòche nuocere all’impatto psicologico!
Ulteriore esemplificazione.
Il noto astrofisico britannico Stephen Hawking si dichiara “matematicamente certo” che gli alieni “esistano, chissà in quale forma”. A tal proposito il Sunday Times (Londra 25 aprile 2010) riporta che, secondo lo scienziato, “….sarebbe meglio non scoprirlo affatto, perchè l’incontro con esseri di altri pianeti potrebbe essere “devastante” e “troppo rischioso” per l’umanità. Anzi, se mai dovessimo trovarci a contatto con un visitatore spaziale, consiglia l’astrofisico, faremmo bene ad evitare contatti. Potrebbe trasmetterci malattie che il nostro sistema immunitario non sarebbe in grado di combattere e per le quali non esisterebbero cure; nella peggiore delle ipotesi, potrebbero decidere di sfruttare le risorse del nostro amato pianeta a loro piacimento. Sì, perchè sarebbero di certo più evoluti di noi e in grado di farci sicuramente soccombere. Un po’ l’effetto che ebbe sugli abitanti del Nuovo Mondo la scoperta dell’America da parte di Colombo nel 1942. Gli indigeni non ebbero certo la meglio sui conquistatori, come insegna la storia….”

Esempio di immagini di indiretto input alla costruzione cognitiva dell’elemento fobico
(immagini dal web)
Ma nella maggior parte della casistica il fenomeno Ufo non viene descritto con tale enfasi “negativa”. 
Nella quasi totalità delle comunicazioni avviate dai “contattasti” si assiste a messaggi di pace, solidarietà, benessere, raccomandazioni per un comportamento umano migliore che sia distimolo al progresso scientifico e “spirituale”.
Sembra di capire comunque che le odierne descrizioni delle fenomenologie Ufo non conducano ad un classico allarmismo alla Orson Wells del 1938; anche se la consapevolezza di vita aliena andrebbe di certo a minare le strutture cognitive dell’individuo in questa epoca contemporanea, nonostante le infinite segnalazioni e argomentazioni che negli ambiti disettore ufologico vengono illustrate con cauta e serena valutazione.
Da qui una atavica paura legata all’incertezza sull’ipotetico interlocutore e alle sue probabilitàdi atti aggressivi, per cui la risposta di fuga o attacco; meglio ancora, ai giorni nostri, di affanno e confusione cognitiva in cui domina la paura, ma soprattutto la considerazione dell’incommensurabile.
UFOLOGIA E OSSERVAZIONI PSICOLOGICHE NEL PASSATO
Ritengo opportuno e utile accennare alla Teoria psicologica sugli avvistamenti Ufo di Jung, relativamente agli archetipi mentali di compiutezza. 
Mi rifaccio a quanto descritto in Wikipedia e Arcadia Club Alieni.
LA TEORIA UFOLOGICA DI JUNG                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                

Questa teoria, al contrario di quella psicanalitica, ha una diversa concezione dell’inconscio cheviene ad essere sul piano dello spirito, condiviso da più individui, ad avere una sua esistenza,una sua finalità e una sua particolare intelligenza. Questo ”inconscio collettivo” si articola in base a vari archetipi, immagini fondamentali in relazione alle quali si sviluppa la vita psichica dell’individuo. Nel 1958, Jung, pubblicò Un mito moderno (Ein Modern Mythus), in cui esposeuna sua teoria sugli oggetti volanti non identificati, proponendone una spiegazione in termini psicologici. Nel suo libro sosteneva che i tipici corpi rotondi e luminosi che spesso venivano avvistati nel cielo non erano null’altro che un simbolo che l’inconscio fa emergere duranti esperienze di sogno o visione. Il rotundum (un cerchio o una sfera) è infatti simbolo archetipoche ogni cultura ha sempre identificato come segno di totalità, compiutezza e perfezione. Jung riduce dunque il fenomeno UFO a proiezioni automatiche involontarie, fondate sull’istinto. Verso la fine del libro però ammetterà che questa spiegazione non è in grado di giustificare la totalità dei casi. Da Wikipedia – Arcadia Club Alieni.

 

Continuerò a soffermarmi sull’ipotesi dal punto di vista psicoanalitico, oltre che per il rispetto diquesta grande teoria ed approccio, anche perché in definitiva è probabile che sino agli ultimi anni, gli autori che si rifanno a questa teoria, sono gli unici che hanno tentato di costruire ipotesi e dedurre spiegazioni relativamente alla fenomenologia ufo e al riscontro percettivo dell’individuo.
Personalmente mi rifaccio alla teoria cognitivo – comportamentale (quasi agli antipodi); ed è la ragione per la quale sarò costretto ad abbandonare in seguito queste ipotesi psicoanalitiche, pur rispettandone efficacia e termini di confronto.
Ritengo interessante e costruttivo, (oltre che maieutico, soprattutto per me stesso) riportare qualche riferimento ALL’INCONSCIO COLLETTIVO E AGLI ARCHETIPI di Jung, che meglio ci chiarisce il perché della sua ipotesi del rotundum.
Da un punto di vista comportamentale, invece, la percezione visiva del soggetto, oggi più chemai confermata e avvalorata da mezzi elettronici sofisticati, resta atto percettivo in sé ed obiettivamente riscontrabile.
Da Teorie della Personalità – Calvin S. e Gardner Lindzey. (Boringhieri ed. 1982)
“L’inconscio collettivo è la base ereditaria dell’intera struttura della personalità. Su di esso sicostituiscono l’Io, l’inconscio personale e tutte le altre acquisizioni individuali. Tutto ciò che siimpara dall’esperienza personale, è sostanzialmente influenzato dall’inconscio collettivo, cheesercita un’azione direttiva o selettiva sul comportamento dell’individuo fin dall’inizio della vita. “la forma del mondo in cui è nato è già congenita in lui come immagine virtuale” (Jung, 1928, p. 1106).

 

Un Archetipo è una forma universale del pensiero (categoria) dotata di contenuto affettivo. Tale forma di pensiero crea immagini o visioni che corrispondono, nel normale stato di veglia, ad alcuni aspetti della vita cosciente.
L’archetipo stesso è un prodotto delle esperienze del mondo compiute dalla razza umana, e tali esperienze sono in gran parte simili a quelle di ogni individuo, di qualsiasi epoca o regione.
Come si origina un archetipo? Esso è un deposito stabile nella psiche di un’esperienza costantemente ripetuta durante molte generazioni.
Esempio 1 – innumerevoli generazioni di uomini hanno visto il sole compiere il suo tragitto quotidiano da un orizzonte all’altro. Il ripetersi di questa esperienza straordinaria viene alla fine fissato nell’inconscio collettivo come un archetipo di Dio-sole, il potente, il dominatore, dispensatore di luce, corpo celeste che gli uomini hanno divinizzato e venerato. Alcune concezioni e immagini di un divinità suprema traggono la loro origine dall’archetipo del Sole.
Esempio 2 – l’uomo è rimasto esposto durante tutta la sua esistenza innumerevoli manifestazioni di grandi forze naturali: terremoti, cascate, inondazioni, uragani, lampi, incendi nelle foreste, e così via. Da queste esperienze si è sviluppato un archetipo dell’Energia, unapredisposizione a percepire la potenza e a rimanere affascinati da essa, e un desiderio dicrearla di controllarla. (Psicologia dell’inconscio , 1916/19143, cap.8).
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Vorrei continuare con una ulteriore osservazione di Cleto Soldati (scrittore ticinese attento alle tematiche del mondo del mistero):
“Una delle motivazioni che regge l’interesse per gli Ufo e che fa di questi ultimi un oggetto interessante e affascinante di ricerca, studio, teorizzazione, sia la loro CARICA SIMBOLICA. In realtà, la loro forma e soprattutto il loro modo di essere e comportarsi, ci suggerisce qualcosa di arcaico, di primario, misterioso e suggestivo, che ci riporta immediatamente alla nostra esperienza più profonda. E’ come se, con il loro mostrarsi, questi oggetti, ci invitassero ad aprire gli occhi su realtà sconosciute eppure vicine, palpabili, dandoci una CHIAVE SIMBOLICA per aprire le porte di una conoscenza che in parte è già dentro di noi e che in parte è ancora tutta da scoprire. Così, il loro esserci e non esserci, apparire e scomparire, curiosare ed eclissarsi, ci sembra guidare fuori da una visione puramente materialistica e deterministica della realtà e orientarci verso ipotesi, orizzonti e promesse “trascendenti”. In questo senso, e al di là dei dati fisici e obiettivi del fenomeno, queste “sfere di luce” ripescano dentro di noi la simbologia del tutto e ci spingono a ricercare dentro e fuori di noi le risposte al nostro bisogno di completezza esistenziale…
(Cleto Soldati _ ACAM (Ass. Cult. Arch. E Mist.) SIBOLISMO E UFO - dal sito web “L’extraterrestre è dentro di noi?

 

Ed ancora, passo a riferirmi con le precise e coerenti osservazioni di Marcella Danon: l’extraterrestre è dentro di noi?
Conosciamo poco dell’universo e poco anche di noi stessi. Forse il bisogno di conoscerci meglio ci porta ad attribuire agli extraterrestri caratteristiche e qualità che fanno parte di unanostra natura non ancora esplorata ed espressa …                                                                                                                                                                                                                                       

In un passo dell’antico Testamento, il profeta Ezechiele racconta di aver visto un carro difuoco, circondato da tanti occhi, al cui centro sorgeva un trono circondato da angeli. Se Ezechiele fosse vissuto ai nostri giorni, forse affermerebbe di avere visto un UFO. Non solo testimonianze di visioni soprannaturali sono sempre esistite nell’arco della nostra storia, ma spesso si sono intensificate nei periodi di particolare tensione sociale, economica o politica, quasi per “dare forma visibile” a un profondo desiderio collettivo di intervento ed aiuto esterno, oppure addirittura di una minaccia, contro la quale ogni discordia interna avrebbe potuto essere superata. 
L’extraterrestre diventa quindi – per molti - il simbolo di un principio superiore all’uomo, checome tale può offrire guida e saggezza. Ma questo principio, in realtà, ha sede proprio nell’uomo stesso, e il suo bisogno di manifestarsi è tale, che, quando non viene riconosciuto,si proietta verso l’esterno, l’energia psichica si materializza e, a seconda della propria cultura, appare San Giorgio, Krishna, un angelo… o un extraterrestre. (Marcella Danon – scrittrice – giornalista – psicologa- Milano)
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Sempre alle origini dell’ ipotesi psicoanalitica, in merito all’atavico istinto ATTACCO / FUGA, bisogna citare lo psicoanalista e sociologo E. Fromm (1900-1980), relativamente alle istanze aggressive ….che sono l’effetto della paura – (essere consapevoli della incapacità diconfrontarsi con situazione nuova/traumatica, etc.).                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

La seconda di tipo ed origine maligna – “aggressività maligna” (Fromm, 1973), specifica e quasi esclusiva nella specie umana ed assunta dall’autore come patologia del carattere, poiché distruttiva e disadattiva. 
In definitiva: crudeltà e distruttività – specifica della specie umana – non è programmata filogeneticamente e non è biologicamente adattiva….. (Wikipedia).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

Secondo la definizione (1) della moderna psicologia, la paura è una intensa emozione derivata dalla percezione di un pericolo, reale o supposto: essa è una delle emozioni primarie, comune sia alla specie umana, sia a molte specie animali.
Definizione di Paura (2): La paura è un’emozione governata prevalentemente dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza dell’individuo ad una presunta situazione di pericolo; si scatena ogni qualvolta si presenti un possibile rischio per la propria incolumità, e di solito accompagna un’accelerazione del battito cardiaco e delle principali funzioni fisiologiche di difesa….

 

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APPROCCIO COMPORTAMENTISTA e Cognitivo
Il comportamentismo (o psicologia comportamentale) è un approccio alla psicologia, sviluppato dallo psicologo John Watson (1878-1958) agli inizi del Novecento, basato sull’assunto che il comportamento esplicito è l’unica unità di analisi scientificamente studiabile della psicologia, in quanto direttamente osservabile dallo studioso. …l’unica possibilità, secondo lui, per giungere ad uno studio realmente scientifico del comportamento umano consisteva appunto nell’elidere a priori il costrutto teorico di mente, per focalizzare la ricerca sperimentale solo sui comportamenti manifesti.
La mente viene quindi considerata una sorta di black box, una scatola nera il cui funzionamento interno è inconoscibile e, per certi aspetti, irrilevante: quello che importa veramente per i comportamentisti è giungere ad un’approfondita comprensione empirica e sperimentale delle relazioni tra certi tipi di stimoli (ambientali) e certi tipi di risposte (comportamentali). All’interno di questo ampio approccio, viene posta enfasi su particolari aspetti. Uno degli assunti principali è il meccanismo del condizionamento, in base al quale l’associazione ripetuta di uno stimolo, detto stimolo neutro, con una risposta che non è ad esso direttamente correlata, farà sì che, dopo un periodo di tempo, a tale stimolo segua la risposta condizionata.
Altri psicologi comportamentisti, detti “neocomportamentisti” (tra cui Edward Tolman), proposero dei correttivi (le cosiddette “variabili intervenienti del processo S-R”) all’eccessiva semplicità e rigidità del paradigma comportamentista, aprendo la strada ai successivi sviluppi della psicologia cognitiva. (Wikipedia web)
Non ho trovato, sino ad ora, osservazioni in merito al fenomeno ufologico, da parte e tra i grandi teorici comportamentisti di prima generazione (Watson – Lashley – Hunter, etc.); come anche quelli di seconda generazione (Hull, Skinner, Tolman, etc.), sino ad arrivare all’odierno comportamentismo cognitivistico (Mahoney, Meichembaum, etc.).
Mi riprometto di continuare la ricerca.
Un accenno mi è invece d’obbligo agli autori contemporanei.
Nel frattempo, mi preme sottolineare come, nell’approccio cognitivo – comportamentale, i termini paura e ansia vengono utilizzati nel medesimo costrutto teorico.
Meazzini e Galeazzi (1978) concordano in questo con la maggioranza degli studiosi. Bamber (1979) conferma altrettanto, dopo averne esaminato i pro e i contro, conferma un medesimo continuum.
Sanavio (1984) illustra come complessa una risposta di paura (o ansia), articolandola su tre piani: 1) uno stato soggettivo di elevata tensione ed emozione – 2) uno stato di attivazione fisiologica che interessa la componente simpatica del sistema nervoso autonomo – 3) manifestazioni comportamentali specifiche, come reazioni di fuga e evitamento. (TC 2, 1984).
Dal punto di vista comportamentale l’ansia si manifesta, in genere, con un comportamento di evitamento o di fuga. Scappare di fronte alla realtà, però, fa sì che questa sembri sempre più ostile e i meccanismi di evitamento finiscono con l’interagire con l’aspetto cognitivo, contribuendo così a cronicizzare le paure.
Nell’analizzare una condizione ansiosa è spesso importante vedere come sono messi in atto i meccanismi di evitamento o di fuga.
Tali modalità vanno generalmente individuate nell’aspetto cognitivo e nell’elaborazione cognitiva dell’evento.                                                                                                                                                                                                                                            

CONSIDERAZIONI PERSONALI CONSEGUENTI
1 – l’impatto psicologico, inteso come causa essenziale di un ipotesi di contatto che potrebbe concretizzarsi, va vissuto in funzione di propri costrutti cognitivi ed anche in funzione di abilità di coping (fronteggiamento). 
La Variabile indipendente e/o dipendente risulterà e va verificata in funzione di quale categoria di persone (vedi sopra) farà parte e riferimento l’individuo.
2 – LA PAURA istintiva oggi viene sostituita, per chi possiede convinzione di esistenza extra, con l’affanno e l’apprensione che si tramuta in agitazione e stress nel pretendere di ottenere una risposta positiva, da parte dei capi di governo, ad esempio, ritenuti depositari della verità.
E’ di questi giorni l’ennesima iniziativa di raccolta firme affinché il presidente Obama ponga una parola fine alle tante illazioni…iniziativa encomiabile.
3 – L’AFFANNO (sintesi esplicativa delle componenti dell’ansia e della paura) si manifesta nel rincorrere la notizia, lavorare cognitivamente sulle certezze…si resta con un livello di aspirazione che porta a forme a dir poco di disillusione e rammarico e a volte di abbattimento dell’umore…a incrementare quell’affanno, nell’attesa di nuove e definitive certezze …da cui il circolo vizioso in cui si rischia di entrare, soprattutto quando nascono teorie e metodi di ricerca e di proposta, nonché metodi comunicativi non consensuali e a volte addirittura conflittuali. 
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Non solo per formazione teorica, ma anche per una visione concreta e obiettiva, come sopra accennato, andrò a privilegiare la TEORIA COMPORTAMENTISTA (o per meglio dire cognitivo – comportamentale) (demandandone l’utilizzo anche nel campo ufologico) che considera, ad esempio, l’aggressività (in quanto risposta di difesa), come un istinto interno, stimolato però da eventi esterni…comunque gli autori comportamentisti non si mostrano uniti nelle varie interpretazioni sulle teoria dell’aggressività.
Questo modello interpretativo ci dice con i comportamentisti Dollard e Miller (1930) che l’aggressività si esplica come reazione emotiva, quindi ipotesi di frustrazione/aggressività e i suoi sviluppi (Berkowitz, 1989 – 1990 – 1993).
Vengono posti all’attenzione del ricercatore i fattori interni che mediano il comportamento aggressivo (di attacco)…ma soprattutto l’apprensione emotiva, lo shock eventuale nella constatazione di fenomeni immanenti.
Ad esempio: in merito a certi comportamenti aggressivi mi riferisco agli episodi (per la verità, sempre da verificare) in cui aerei militari di combattimento (in Usa e anche in Russia) attaccano oggetti volanti non convenzionali e sconosciuti; a comportamenti di attacco verificatesi in occasioni (sempre da verificare!) da parte di umani (sudamerica, ma anche in Italia) alla vista di entità sconosciute. Etc.. in entrambi i casi sembra di capire che non ci sia stata, da parte degli sconosciuti parvenza di attacco e di intenti distruttivi!
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In definitiva nella presente e futura impostazione progettuale sull’impatto psicologico, pare opportuno risalire dalla teoria psicoanalitica e discendere con quella comportamentista e cognitivista, per interpretare il fenomeno umano di risposta alla fenomenologia ufologica e alle risposte emotive e consequenziali dell’uomo…
Ma a questo antico metodo di indagine psicologica e neuropsicologica vanno innestati gli intervenienti legati alla nuova tecnologia, che sta demandando appunto agli strumenti elettronici, l’osservazione, l’avvistamento e la conseguente comunicazione (immediata e precisa). 
Considerato che l’uomo è portato più facilmente a distrarsi, a non persistere nella focalizzazione, a non mantenere costanti i livelli di attenzione., a essere vittima di percezioni distorte.
E su quest’ultime dinamiche bisognerebbe fare molta attenzione (modalità, fake, strumentalizzazioni, tentativi di depistaggi).
Comunque, la tecnologia, in definitiva, potrebbe fugare le apprensioni, sedare l’ansia e stabilire certezze!                                                                                                                                                                                                                                              

Lo psicologo americano Dott. Albert Harrison dell’Università della California,in un suo articolo -
LA PRESENZA ALIENA NON SCONVOLGEREBBE L’UMANITA’. Fonte: http://thesop.org 
sostiene che sulle possibili conseguenze che potrebbero esserci per l’umanità nel caso i vari governi mondiali decidessero di dare il via ad un totale “disclosure” sulla presenza extraterrestre, in questo momento non ci sarebbero motivi di panico per le popolazioni mondiali. Per le tecnologie che usano le nuove generazioni, sarebbe quanto mai “normale”. Diversamente sarebbe stato un centinaio di anni fa, 
Oggi, invece, credere nella possibilità che una razza aliena ci stia visitando e stia cercando di contattarci non costituisce assolutamente un problema. Le persone sono preparate psicologicamente a questa eventualità. La gran parte di esse ha conoscenze elementari sulla fisica quantistica ed ha ormai familiarità con termini come spazio-tempo, il multi-universo, e la teoria delle stringhe che postula addirittura la possibilità che esistano 11 dimensioni parallele. 
Se il governo americano (e tutti gli altri a venire) posseggono le prove che esiste vita intelligente oltre la nostra, hanno il dovere di renderle pubbliche, perché questo è il momento giusto per farlo. Se dunque i governi, sanno, che parlino: in questo modo faremo tutti pace con il fatto che non siamo soli nell’universo…Dal sito Nimpo Toons – preso dal Blog informativo del disclosoure project – 18 gennaio 2011. http://danilo1966.splinder.com/post/23887630/la-presenza-aliena-non-sconvolgerebbe-lumanita
METODI E SPUNTI DI LAVORO
L’ANALISI / INDAGINE PSICOLOGICA dovrebbe provvedere: 
a) a organizzare un osservatorio che verifichi le dinamiche espositive del fenomeno specifico e degli eventi in quel determinato momento e contesto.
b) a istruire un metodo d’indagine attraverso una testistica riferita alla Personalità del soggetto, con particolare riguardo a fenomeni psicopatologici (forme allucinatorie – psicosi / schizofrenie) e neurologici (forme epilettiche, etc.),…. e infine alle normali qualità percettive (visiva – uditiva soprattutto).
c) Entrando nello stato d’animo del testimone va estremamente considerata la sua qualità percettiva (ad es. visiva) rispetto al fenomeno che intende riportare…
Vanno quindi considerati lo stato d’animo – la tipologia di cultura, i fattori cognitivi, e non ultimo il credo religioso…
d) Tutto questo, durante la osservazione del fenomeno, nel pieno rispetto della dignità della persona umana !!!!…..
e) Il metodo sembra obiettivamente valido, per quanto attiene il fenomeno, allorquando è il soggetto umano l’attore dell’avvistamento/interazione….Con le ultime tecnologie, invece, ci troviamo di fronte a registrazioni effettuate da mezzi elettronici e/o meccanici. 
In tal caso andrebbe a decadere l’ipotesi psicoanalitica ad es., e bisognerà quindi partire da altre tipologie di indagine – “riconoscere l’evento”, studiarne le modalità, verificarne l’attendibilità…
Questo, di certo, sarà il metodo del futuro.
f) Va strutturata e perseguita, come già accade nel variegato mondo dell’ufologia mondiale:
Un’ Analisi della Percezione Visiva e Uditiva…
Un’Analisi di un Lavoro e/o di una Teoria
Un’Analisi dei dibattiti e dei coinvolgimenti emotivi – (delle diatribe)
Etc.
g) Tutto il mondo ufologico conviene sulla considerazione che siamo entrati nell’ERA SCIENTIFICA – 
Gli enormi successi della tecnologia hanno avvicinato di certo l’uomo al mondo fuori del nostro sistema solare… determinati progressi tecnologici consentono all’uomo attività fino agli ultimi decenni inimmaginabili…
Ne deriva la necessità di strutturare e stabilire, per questo, una SOGLIA DI ADATTAMENTO (o soglie di adattamento)… e Capacità di Gestione…
Ne deriva la necessità di stilare forme di apprendimento che a loro volta stabiliscano l’adattamento alle situazioni stressanti, nonchè l’acquisizione di una abilità di coping (fronteggiamento), più che utile ad affrontare dati cognitivi pre-traumatici e nello stesso tempo a sostenere le successive situazioni stressanti….                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

NOTA osservativa – Una seconda categoria di errori è quella relativa all’errata interpretazione di stimoli come reali; si tratta spesso di risultati che scaturiscono da particolari psicopatologie che affliggono il testimone, quali ad esempio allucinazioni o carattere psicotico. Non si può negare che molto spesso il testimone vede ciò che vuol vedere, che spesso costruisca di sana pianta una situazione visiva, oppure che esistano degli avvistamenti che sono in realtà frutto della fantasia di una mente instabile o inconsce proiezioni di celate paure. R. Paglia – rapporto psicologia e ufo- da art. su internet psy e ufo.
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Mi è d’obbligo sottolineare che – al momento – viene tralasciato l’elemento religioso e le annesse concomitanze storiche – sociologiche – teologiche, etc..
La maggior parte, comunque, dei contattasti – pur lontani dalla Chiesa cattolica e/o dalle altre religioni monoteistiche, o comunque da esse “non riconosciuti”, per i contenuti che espongono – mandano esclusivamente messaggi di pace, solidarietà, disponibilità, amore, recupero di valori cosmici, compassione (empatia) (ne parleremo nella seconda parte), etc…
Ci si augura che un sottogruppo volontario del team possa entrare a rileggere la grande attività di ricerca e di studio di Padre Andreas Resch – per non tralasciare appunto “il fenomeno contattismo cristiano” – le ipotesi “demoni e Alieni” – “gli Ufo e le tre religioni” – contattismo/reincarnazione – l’apocalisse laica, etc..                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

ASSUNTI PERSONALI CONCLUSIVI
1) Da quanto si evince su internet – con i tanti siti in argomento – è facile intuire che oggi la maggior parte degli individui non solo accolgono l’idea di civiltà extraterrestri, ma non le temono – o per lo meno pochissimo.
Vi è l’intima convinzione che sono entità che porterebbero benessere e pace…restano perplessità per le esperienze degli abdotti.
Vi è ancora qualche segnale di difesa con attacco e idea di attacco da parte degli umani – ma vi è anche la consapevolezza che non si otterrebbe un granché con i mezzi bellici a disposizione !!!
Le ricadute psicologiche degli UFO non presentano problematiche di paura, se non di naturale apprensione e curiosità.
2) Sul sito CUFOM – CUBMGC è in corso un simpatico sondaggio che chiede semplicemente: “secondo voi, l’umanità sarebbe pronta psicologicamente, al contatto con civiltà extraterrestri? “.
Il risultato al 25 di ottobre 2011 riporta il 54,5 % per il NO – il 45, 5 % per il SI.
Il SI ha ripreso quota negli ultimi giorni. Nelle prime ore del sondaggio vi era un rapporto a favore del NO di 80 a 20.
E’ un sondaggio appunto semplice, non rivolto a specifici campioni di popolazione; anche se dobbiamo ritenere che le risposte provengono da gente appassionata della materia ufologica che visita il sito web. Sarebbe interessante lanciarlo all’esterno, in altre fasce di popolazione, senza creare allarmismi!
3) D’altronde ci verrebbe logica riflessione come quella esposta e selezionata sul sito web da Yahoo Ansewer nel Settembre 2008, nella risposta scelta dal Richiedente, sempre sul tema alieni. Risposta molto simpatica, ma interessante.
Miglior risposta – Scelta dal Richiedente
SE si scoprissero intanto bisognerebbe distinguere i casi:
-sono esseri tipo procarioti, vegetali? Possiedono uno straccio di sistema nervoso?
-sono più intelligenti di noi?
-sono umanofagi ?
-c’è possibilità di comunicazione/dispongono di un sistema di comunicazione accessibile a noi terrestri?
-hanno una struttura mentale simile alla nostra/ a quale livello è il loro sviluppo etico e morale e quanto è distante dal nostro?
Per ogni possibile combinazione di risposte a queste domande io avrò una risposta diversa…..
4) Gli avvistamenti UFO, in Italia come nel resto del mondo, non sembrano condizionare la nostra vita in questo momento storico. Potrebbero provocare solo curiosità, a volte ilarità e ironia per gli scettici, qualche apprensione, ma nessun allarmismo che porterebbe a casistica clinica.
5) Una considerazione attenta va sviluppata in merito alla (nostra) umana mentalità.
Vanno in tal senso considerate le diverse impostazioni degli addetti ai lavori (modalità di comunicazioni, atteggiamenti dei governi, credenze o meno, predisposizione ad eventi traumatici e abilità di fronteggiamento).
6)Il condizionamento è inevitabile proprio perché la forma mentis umana, il senso di appartenenza a un contesto circoscritto relativamente al nostro pianeta Terra, la istintuale e atavica reazione all’accoglienza di concetti e fenomeni al di fuori di ogni umana e naturale concezione, provocano, inevitabilmente, affanno e timori.
7) A qualunque tipologia di stimolo, l’essere umano risponde, inevitabilmente, con una risposta a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Il tutto in funzione della capacità elaborata nella soglia di adattamento e nell’abilità di coping.
Ma oggi che l’umanità, intesa in senso globale, è entrata nell’era scientifica, può elaborare con più facilità una risposta tranquilla e non essere condizionata nella percezione della quotidianità, se non in direzione positiva, in quanto già oggi si percepisce l’attesa che possano risolversi ataviche problematiche socio – economiche -esistenziali dell’intera umanità.
Ma essa, purtroppo, seppure pronta psicologicamente, non è pronta per tutti gli altri aspetti negativi, intrinseci al sistema globale e alla natura, ancora sottoposta alla barbarie, dell’uomo stesso.
FINE PRIMA PARTE
NOTE CONCLUSIVE
Il progetto sull’Impatto Psicologico si propone :
1 – di Leggere e interpretare gli effetti che tali notizie di civiltà extraterrestri (e gli eventi connessi)
hanno prodotto nell’ultimo secolo dal punto di vista emotivo e comportamentale per la specie
umana.
2 – di Osservare tale fenomenologia e interpretare gli stati emotivi dell’individuo in merito ad essa nei
tempi contemporanei…
3 – di Eleggere eventuali risultati di ricerca a forme di proficue strategie, relative all’impatto
psicologico nel futuro a breve – medio -lungo termine….
4 — di Istruire validi protocolli di indagine nei colloqui con i contattati / contattisti / osservatori/ etc…
Etc.
Questa proposta introduttiva intende essere solo una proposta di lavoro e non una “Linea Guida”.
Essa sarà costruita con la collaborazione di tutte le persone intimamente motivate e gli specialisti interessati che dichiarano la loro collaborazione.
P.S. alla fine del seminario si porta a conoscenza l’idea di allestire un team multidisciplinare.
Vi possono prendere parte psicologi specialisti, psichiatri, neurologi, ingegneri, astrofisici, radioastronomi, religiosi, con provata apertura mentale, di qualunque credo – ufologi di esperienza – Istituti di Cultura e di Ricerca, presidente Cufom etc..
Per i Metodi d’Indagine e le finalità specifiche; sulle modalità e le attività a breve – medio termine, si rimanda a contatti diretti da parte degli interessati, dall’Italia e dall’estero.
N.B. ogni tipologia d’impegno dovrà ritenersi espletata a titolo gratuito….

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