Il nostro pianeta, è vecchio 4 miliardi di anni e mezzo. Un’infinità, anche rapportato all’età del nostro universo, che è vecchio 13 miliardi e mezzo di anni, stando ai dati più recenti. A giudizio di molti ricercatori del CUFOM, quelli che studiano la paleoastronautica o archeologia proibita, fai tu, caro lettore, si sono succedute varie civiltà anche tecnologiche, che, per il trascorrere dei millenni, si sono estinte, non lasciando nessuna traccia (quelle più antiche), oppure ooparts (oggetti fuori tempo), costruzioni megalitiche o artefatti inspiegabili. Ti lascio, dunque, all’articolo. Tutto molto intrigante. Siediti comodo sulla tua poltrona e leggi o ascolta attentamente quanto ti diciamo.

Terra: ha 4 miliardi di anni e mezzo. Per un ricercatore inglese c’è stata perlomeno una civiltà avanzata estinta. Video.
Dunque, cari amici del Centro Ufologico Mediterraneo, quello che stiamo per raccontarvi, non è solo una possibilità, più di un’ipotesi affascinante, ma un vero e proprio terremoto, un cataclisma, che fa tremare le fondamenta della storia così come ce l’hanno sempre insegnata sui banchi di scuola e che “ci obbligano” a seguire, pena l’emarginazione. Avete mai avuto la sensazione, la neretta percezione, che nel nostro passato manchi un pezzo del puzzle? La storiografia ufficiale non riesce a spiegare tutto: troppi misteri irrisolti, numerose incongruenze e “cose” impossibili, accettate per quieto vivere. Noi del CUFOM o, perlomeno, una cospicua anima del nostro Centro Ufologico Mediterraneo, basandoci su scritti storici che testimoniano fatti realmente accaduti, siamo convinti che il cammino dell’umanità, non sia stato un lineare progresso, ma il frutto di eredità lasciate da chi ha calcato, abitato, questo suolo milioni o forse miliardi di anni, prima di noi. Ci ha incuriosito una notizia dell’agenzia AGI. Agenzia Giornalistica Italiana, che ha acceso l’interesse, specie degli appassionati, ma anche di semplici curiosi, su quella che chiamiamo “Archeologia Proibita”.

Un ricercatore inglese, indipendente, un tale di nome Matthew LaCroix, ha proposto una tesi che definire ai limiti, è poco. Essa, dice che la civiltà umana sarebbe stata preceduta da un’altra razza, poi totalmente estinta, una civiltà che, per tempi e modalità, è avvolta nel mistero e per la quale, non è da escludere che sia intervenuto lo zampino degli alieni. Un sospetto comune a tante antiche civiltà. Ma procediamo con ordine. La scienza ufficiale, quella dei parrucconi ed accademici “con la puzza sotto il naso”, quella che spesso si protegge dietro a certezze granitiche e incontestabili, che fatica a spiegare le anomalie come le 18 anomalie dell’oggetto interstellare 3I/Atlas e che rifiuta ogni alternativa più logica ma contro il sistema, tende a ignorare i reperti che non quadrano, che mettono tutto in discussione. Eppure, se guardiamo con onestà intellettuale ai dati, con mente scevra da ogni dogma, da ogni condizionamento, emerge un quadro inquietante ed una situazione imbarazzante per la storia insegnataci.


Perché dovremmo essere i primi e unici abitanti intelligenti della Terra? Il comune pensare, quello che viene inculcato nei libri di scuola, è spesso messo in forte discussione. Il nostro pianeta ha 4 miliardi e mezzo di anni e, come detto sopra, è quantomeno assurdo pensare che in un arco di tempo così smisurato, non si siano sviluppate forme di vita intelligente, forse, in alcune ere, provenienti da altri mondi. E dove sono oggi le tracce di antichi popoli oramai estinti? Semplice: i popoli antichissimi, parliamo di decine o centinaia di migliaia, di milioni di anni, o forse anche miliardi, che hanno abitato il nostro pianeta, forse qualcuno proveniente dallo spazio, non hanno lasciato traccia, diciamo al 95 %, in quanto il tempo sconvolge tutto, polverizza ogni cosa: è una legge di natura. Vogliano dire, che il tempo, i cataclismi, le immani inondazioni, le immense eruzioni vulcaniche, tsunami e terremoti, non hanno cancellato proprio tutto. Sparpagliate sul nostro pianeta, esistono megastrutture, artefatti, oggetti che risalgono ad un tempo nel quale, secondo la storia ufficiale, non dovevano esistere. L’ archeologia ortodossa, definisce questi “resti”, come “errori della natura” o “formazioni casuali”.
Gli “Ooparts”, oggetti che la tecnologia dell’epoca non avrebbe mai potuto produrre, da chi sono stati costruiti? Dall’uomo primitivo? Da civiltà che non avevano nemmeno un barlume di tecnologia? Qualcuno li avrà pur realizzati. Se una o più di questa razze estinte avesse avuto origini extraterrestri, tutto diventerebbe più chiaro e lineare. Ma esiste il dogma. Purtroppo, complice l’opera di disinformazione e ridicolizzazione perpetrata dagli Stati Uniti d’America, ad iniziare dalla fine degli anni ’40, poi estesasi a tutto il mondo, per insabbiare avvistamenti ufo inspiegabili, si è formata una coscienza sociale, un comune modo di pensare “ufficiale”, che non ammette il beneficio del dubbio, che non considera le variabili. Non parliamo di scimmie che hanno imparato a usare le pietre, ma di antiche civiltà, con una vera e propria tecnologia avanzata e che hanno preceduto la cosiddetta civiltà dell’uomo moderno. Forse sono stati loro i nostri “creatori” o forse hanno semplicemente condiviso il pianeta con i nostri antenati più remoti, influenzandone l’evoluzione prima di svanire nel nulla cosmico. Alieni che se ne sono poi andati oppure, addirittura civiltà supertecnologiche nate sulla terra e che poi, forse per scappare da disastri naturali, sono volati nello spazio su un altro pianeta abitabile?

La scienza accademica storce il naso, fa spallucce, parla di erosione, di sedimenti, di coincidenze statistiche, di martelli e scalpelli di bronzo e di una pazienza infinita degli uomini antichi, per fabbricare immensi monumenti, ben sapendo che prende in giro tutta l’umanità, ma prima ancora sè stessa. Ma noi non ci stiamo. Come per il caso 3I/Atlas, dove le probabilità dicono chiaramente che ci troviamo di fronte a un’astronave e non a una semplice cometa, anche qui le prove gridano una verità diversa, reclamano un’onestà che è del tutto mancante. Una civiltà pre-umana non è un’eresia, è una possibilità logica che spiegherebbe le tante lacune dei nostri libri di storia, una storia di comodo, che non ammette variabili e il dubbio.
Se un ricercatore inglese, con tutto il peso della sua reputazione, arriva a ipotizzare, teorizzare, una razza precedente alla nostra, vuol dire che il muro del silenzio sta crollando o perlomeno lo auspichiamo. Il mistero si infittisce e, come diciamo sempre, la verità è là fuori: bisogna solo avere il coraggio di guardare oltre le apparenze, oltre i nostri pregiudizi. Chi erano questi individui dell’antichità? Da dove venivano? E soprattutto, perché se ne sono andati? Forse siamo solo un grande laboratorio sotto la lente di ingrandimento di civiltà molto superiori alla nostra? Si ipotizza che abbiano abbandonato la terra, a causa di un cataclisma, o perchè i loro imprescrutabili disegni, prevedevano che il loro tempo sulla Terra era finito, lasciando a noi il testimone di un’eredità che oggi, con fatica e tra mille ostacoli, stiamo lentamente riscoprendo.

Continueremo a monitorare, a sviluppare, questi studi con la massima attenzione. Perché ogni tassello che recuperiamo dall’archeologia proibita, ogni singola “anomalia” storica, ci porta più vicini alla risposta definitiva, alla verità: probabilmente, non siamo mai stati soli, né oggi, né nel profondo dei millenni passati. Restate sintonizzati, perché il viaggio verso la Verità continua.
Fonti consultate:
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Mistero Bufo (Corriere della Sera) – Blog di Flavio Vanetti: “Una razza (estinta) prima di quella umana? La tesi che profuma di alieno di un inglese”
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Archivi del Centro Ufologico Mediterraneo (C.UFO.M.) – Analisi di Angelo Carannante su 3I/Atlas e archeologia di frontiera.
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Agenzia AGI – Rapporti su nuove tesi archeologiche internazionali.
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Archeologia Proibita: la storia segreta della razza umana (M. Cremo & R. Thompson).
- Centro Ufologico Mediterraneo, alias CUFOM
