ALTRA “INQUIETANTE” SCOPERTA SU 3I/ATLAS… È UNA COMETA… O UN MESSAGGIO ALIENO? CONTIENE UNA GRAN QUANTITA’ DI DEUTERIO, CHE SERVE NEI MOTORI A FUSIONE NUCLEARE. CRESCONO ANCORA DI PIU’ LE ANOMALIE.VIDEO

Angelo Carannante, durantre un'intervista
Angelo Carannante, durantre un’intervista, autore di questo ennesimo articolo su 3I/Atlas.

ALTRA “INQUIETANTE” SCOPERTA SU 3I/ATLAS… È UNA COMETA… O UN MESSAGGIO ALIENO? CONTIENE UNA GRAN QUANTITA’ DI DEUTERIO, CHE SERVE NEI MOTORI A FUSIONE NUCLEARE. CRESCONO ANCORA DI PIU’ LE ANOMALIE. VIDEO

Il nostro oggetto interstellare 3I/Atlas, si sta avviando velocemente verso i confini del sistema solare e si sta allontanando dopo averci tenuto compagnia e col fiato sospeso per molti mesi. Ha evidenziato una quantità straordinaria di anomalie, ben 22 secondo l’ultimo conteggio di Avi Loeb e questa è la ventitreesima. I sospetti che possa essere quacosa di più di una semplice cometa aumenta.

Per leggere i precedenti articoli del nostro Presidente e Fondatore, Dr. Angelo Carannante, clicca QUI. Alcuni, sono chiaramente provocatori e sono serviti per stimolare il dibattito. Il pensiero del nostro Presidente è stato sempre piuttosto equilibrato.

3I-ATLAS DEUTERIO
3I-ATLAS DEUTERIO. IMMAGINE I.A.

La scoperta di un’abbondanza insolitamente elevata di deuterio su 3I/ATLAS, ha rnfocolato un dibattito aspro tra scienziati, divulgatori e sostenitori dell’ipotesi extraterrestre. Tra le voci più note risalta quella di Avi Loeb, l’astrofisico di Harvard, eccellenza mondiale dell’astrofisica, il quale da anni sostiene che alcuni oggetti interstellari potrebbero non essere semplici frammenti di roccia e ghiaccio, ma tecnologia aliena mimetizzata o forse molto antica aggiungo io.

In pratica, 3I/Atlas, ha ora calato un vero e proprio jolly, che ha spiazzato, ancora una volta, la comunità scientifica ortodossa. Le recenti analisi spettroscopiche hanno infatti rivelato, nelle molecole rilasciate da 3I/ATLAS, un rapporto tra deuterio e idrogeno (D/H), straordinariamente elevato. con un valore che supera dgran lunga quello tipico delle comete del nostro Sistema Solare. Questa ennesima anomalia, ha portato Avi Loeb a ipotizzare che l’oggetto possa essere di natura artificiale, forse alimentato da un sistema di propulsione basato sulla fusione per la quale serve proprio il deuterio.

3I-ATLAS - LA SCALA DI LOEB
3I-ATLAS – LA SCALA DI LOEB

Il deuterio su 3I/ATLAS.

Le osservazioni condotte con il James Webb Space Telescope e altri strumenti adatti allo scopo, hanno rivelato che il rapporto tra deuterio ed idrogeno, nelle molecole di metano espulse da 3I/ATLAS, è “inaspettatamente alto”, un caso rarissimo negli oggetti interstellari, quasi unico. Inoltre, l’acqua presente nell’oggetto è arricchita da deuterio a livelli dieci volte superiori rispetto alle comete finora conosciute. Questa firma isotopica, depone a favore di un’origine in ambienti dello spazio estremamente freddi, con temperature inferiori a 30 gradi Kelvin, cioè ben – 273 gradi centigradi, tipiche delle regioni più antiche e remote della Galassia.

Gli autori degli studi, sottolineano che questi valori di temperatura, potrebbero essere giustificati da processi naturali avvenuti in un disco zone dello spazio molto fredde. Tuttavia, Loeb, da grande possibilista quale è per la vita extraterrestre intelligente, ritiene che l’abbondanza di deuterio potrebbe essere compatibile con un sistema di propulsione a fusione, alimentando così l’ipotesi tecnologica.

Tony Scarmato, astrofisico e stretto collaboratore di Avi Loeb, parlerà di 3I/Atlas a Granarolo, sabato 21 marzo 2026
Tony Scarmato, astrofisico e stretto collaboratore di Avi Loeb, ha parlato di 3I/Atlas a Granarolo, sabato 21 marzo 2026. Un intervento molto interessante

Perché Loeb parla di un’eventuale origine extraterreste?

Secondo Loeb, l’abbondanza di deuterio non è l’unica anomalia. Come ho spiegato più volte sulle pagine di questo sito, curiosamente, le numerosissime anomalie, cioè dati non spiegabili facilmente con corpi celesti come le comete, si adattano ad essere spiegate con un’origine intelligente di 3I/Atlas. Infatti, quest’oggetto interstellare, evidenzia comportamenti non tipici delle comete, tra cui: un getto diretto verso il Sole e una composizione chimica inusuale; del nichel puro, privo di ferro, una combinazione mai osservata in natura e tipica di leghe industriali; una traiettoria sorprendentemente allineata con il piano dell’eclittica, con una probabilità naturale piuttosto bassa. Per Loeb, ma anche per il sottoscritto estensore di questo articolo, la somma di queste anomalie rende plausibile — seppur non certa — la possibilità che 3I/ATLAS possa essere una sonda aliena o un relitto tecnologico proveniente da un’altra civiltà. Come, l’ipotesi cometa, all’opposto, non può dirsi certa proprio alla luce delle citate anomalie.

Il deuterio è stato mai rilevato in altri corpi celesti? 

Per capire se 3I/ATLAS è davvero un oggetto interstellae anomalo e  “speciale”, è utile confrontare il suo contenuto di deuterio con quello delle comete note. Quindi: cosa sappiamo delle comete del nostro Sistema Solare? Sgombriamo il campo da ogni dubbio, evidenziando che, nelle comete conosciute, il rapporto tra deuterio ed idrogeno è piuttosto variabile. Infatti, alcuni corpi celesti, come la cometa 103P/Hartley 2, hanno un rapporto D/H simile a quello della terra. Altri oggetti, invece, come la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, mostrano valori due o tre volte valori superiori. Le osservazioni del satellite Herschel hanno registrato un rapporto tra deuterio ed idrogeno elevato in diverse comete, indicando una forte diversità nelle condizioni di formazione.

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ISCRIVITI AL CUFOM E SEGNALA I TUOI AVVISTAMENTI, CONTATTI: 3204659798 E centroufologicomediterraneo2@gmail.com. Cometa, nell’immagine, deve intendersi con un grande punto interrogativo.

Quale è la situazione negli altri oggetti extrasolari?

Alcuni studi recenti hanno mostrato la presenza di acqua doppiamente deuterata  in dischi protoplanetari come quello di V883 Ori, con il risultato di aver acqua ricca di deuterio che, quindi, significa che può formarsi in ambienti estremamente freddi e antichi. Ricordo che un disco protoplanetario è una struttura, un accumulo, di gas e polveri che circonda una stella appena nata. È il luogo in cui si formano pianeti, lune, asteroidi e comete, uno dei fenomeni più studiati dell’astrofisica moderna perché rappresenta la “culla” dei sistemi planetari, la culla dei pianeti.

Quindi, alti livelli di deuterio, sono stati osservati anche in altre comete e corpi celesti, ma mai ai livelli estremi registrati su 3I/ATLAS. Questo rende l’oggetto un caso unico, ma non necessariamente artificiale, anche se i sospetti cominciano ad essere non trascurabili.

In conclusione.

La presenza di deuterio in quantità eccezionali su 3I/ATLAS:

  • Può essere spiegata da un’origine in un ambiente estremamente freddo e antico.
  • Non esclude l’ipotesi tecnologica, ma non la dimostra.
  • Rende 3I/ATLAS un laboratorio naturale (?) per studiare la chimica dei sistemi planetari extrasolari.

  • La presenza di questa 23.ma anomalia (e che anomalia), pone, a mio avviso, ma, credo anche di Avi Loeb, forti dubbi sulla effettiva natura di cometa di 3I/Atlas.

Loeb, Scarmato, ma anche il sottoscritto e tutti i ricercatori variamente e diversamente titolati, che la pensano come noi, invita a non scartare l’ipotesi aliena per pregiudizio. Tuttavia, la comunità scientifica sottolinea che, finora, non esistono prove definitive di un’origine artificiale e, come sempre, preciso, che non esistono prove definitive a favore della possibilità che 3I/Atlas sia effettivamente una cometa.

      Fonti utilizzate:

  • Deuterio in 3I/ATLAS e analisi spettroscopiche, Yahoo:
  • Anomalie chimiche e dinamiche secondo Loeb, Science Times:
  • Traiettoria e comportamento anomalo, Futurism:
  • Deuterio nelle comete del Sistema Solare, Science Times:
  • Deuterio in dischi protoplanetari e oggetti extrasolari: