
3I/ATLAS: l’oggetto interstellare che ha fatto scattare il protocollo segreto di difesa planetaria. Perchè proprio ora? Perchè non con Oumuamua e Borisov? Ci dobbiamo preoccupare? Cosa bolle in pentola? Strane coincidenze. Video.
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Articolo a cura del dr. Angelo Carannante, Presidente e FOndatore del CUFOM, alias di Centro Ufologico Mediterraneo.
L’oggetto 3I/ATLAS ha attirato l’attenzione della comunità astronomica internazionale fin dalla sua scoperta il 1° luglio 2025 dal sistema di sorveglianza automatico Asteroid Terrestrial‑impact Last Alert System (ATLAS) in Cile. NASA Science+3Planetary Society+3Wikipedia+3. La traiettoria dell’oggetto è fortemente iperbolica, il che implica che non risulta legato al nostro sistema solare e dunque proviene dall’esterno: si tratta del terzo oggetto interstellare finora confermato, dopo 2I/Borisov e 1I/ʻOumuamua. Space+1

Cosa sappiamo finora
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3I/ATLAS raggiungerà il perielio (cioè il punto più vicino al Sole) attorno al 30 ottobre 2025, quindi siamo vicinisismi a tale data al momento in cui scrivo, con un’affinità di circa 1,4 unità astronomiche (circa 210 milioni di km) dal Sole. NASA Science+1
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In base alle osservazioni del James Webb Space Telescope (JWST) e di altri strumenti, è stata rilevata una quantità di anidride carbonica (CO₂) rispetto all’acqua (H₂O), inusualmente elevata per un oggetto cometario. Live Science+1
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Le immagini del Hubble Space Telescope e di altri grandi telescopi mostrano che l’oggetto ha una chioma (coma) di gas, polvere e una coda in formazione, ma non si avvicinerà più di circa 1,8 UA (270 milioni di km) dalla Terra: non dovrebbe rappresentare, dunque, un rischio d’impatto. NASA Science+1
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Alcune analisi suggeriscono che l’oggetto potrebbe essere “più massiccio del previsto”: studi preliminari affermano che la mancanza di accelerazione non-gravitazionale (cioè il tipo che ci si aspetterebbe se il corpo stesse sublimando massicciamente) implica una massa di oltre 33 miliardi di tonnellate, davvero notevole. Medium+1

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Dal punto di vista scientifico, l’interesse maggiore è che 3I/ATLAS, offre una rara “finestra” su un corpo proveniente da un altro sistema stellare: analizzarne composizione, comportamento, coda, nucleo e traiettoria può rivelare come si formano comete e corpi ghiacciati in altri ambienti. Planetary Society+1
Le teorie più comuni
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La teoria “scientifica convenzionale”: 3I/ATLAS è semplicemente un frammento ghiacciato proveniente da un altro sistema stellare, che passa una sola volta (o comunque non rimarrà legato al Sole) e che ci permette di studiare differenze nella sua composizione chimica rispetto alle comete del sistema solare.
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La campagna di “difesa planetaria”: gli astronomi e le agenzie spaziali stanno usando questo oggetto come test per i sistemi di monitoraggio e allerta — ad esempio la International Asteroid Warning Network (IAWN) ha annunciato una campagna di osservazione per oggetti interstellari, citando 3I/ATLAS come primo bersaglio. Medium+1
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Una teoria “moderata” di rischio: sebbene 3I/ATLAS non minacci la Terra, la sua comparsa e il comportamento insolito giustificano il rafforzamento delle capacità di rilevamento dei più piccoli e potenzialmente pericolosi oggetti interstellari o “a-basso” impatto. Space+1

Le teorie più estreme e complottiste
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Alcuni ricercatori (come il prof. Avi Loeb) hanno suggerito che a causa dell’anomalia nella massa, della composizione insolita (e.g., elevata CO₂ e mancanza di elementi “normali”), l’oggetto potrebbe essere un artefatto tecnologico alieno o almeno un corpo con caratteristiche non‐cometarie tipiche. The Guardian+2Medium+2. Invito, al riguardo, a leggere i miei precedenti articoli su questo sito.
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Alcune pubblicazioni di tipo più estremistico, parlano di “un oggetto di Manhattan‐size che emette metallo mai visto in natura” e che potrebbe essere una sonda aliena o una “navicella dormiente”. New York Post+1
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Altri ancora collegano 3I/ATLAS a scenari di “difesa planetaria segreta”: l’idea che il protocollo di allerta sia stato attivato solo ora, appunto per 3I/ATLAS, perché rappresenterebbe un “evento trigger” per un sistema di difesa più generale, e che le autorità avrebbero già in atto piani riservati per oggetti interstellari. Le fonti ufficiali non confermano tale versione, ma la narrazione si sta diffondendo nei forum. Reddit+1. Aggiungo, che è ovvio il silenzio delle fonti ufficiali. Se la Terra fosse in pericolo, forse lo comunicherebbero? Ho i miei dibbi. Tuttavia, non creiamo allarmismi.
- Il dubbio che mi pervade è il seguente: visto il comportamento certamente non usuale di 3I/Atlas, siamo sicuri che, una volta così vicino al sole, non cambi traiettoria e che diventi pericoloso per il nostro pianeta, magari spezzettandosi in tanti frammenti anche enormi? Tuttavia, voglio tranquillizare tutti. Al momento, nulla conferma tale possibilità, anche tenendo presente il “tempismo” di attivazione del protocollo di allerta planetario.

Cliccando sul seguente link, vedrai un bel video commentato: TUTTI GLI OCCHI PUNTATI SU 3I-ATLAS
Punti di cautela e le tesi che minimizzano
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L’agenzia NASA ha dichiarato che non ci sono prove convincenti che 3I/ATLAS sia un oggetto tecnologico o artificiale: le osservazioni finora rientrano nei parametri di un corpo naturale, anche se “anormale”. The Guardian+1
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Alcuni esperti sottolineano che l’attivazione annunciata della “difesa planetaria” non è una risposta esclusiva a 3I/ATLAS: il sistema di allerta per asteroidi e comete (pericolosi o potenzialmente pericolosi) esiste da anni, e il fatto che 3I/ATLAS venga “usato” come caso studio non significa che fosse “ignorato” altri oggetti prima.
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Infine, la distanza sicura dell’oggetto (almeno 1,8 UA dalla Terra) e la sua natura ancora da comprendere suggeriscono che l’allarmismo sia prematuro: le osservazioni continueranno, ma non c’è per ora motivo di panico. NASA Science+1

Perché proprio ora e non per oggetti come 2I/Borisov?
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Una differenza chiave è che 3I/ATLAS è stato osservato con telescopi avanzati e fin dall’inizio sono state attivate campagne di osservazione multi‐strumento (JWST, Hubble, SPHEREx, telescopi a terra). Questo permette un “test” molto più robusto dei sistemi di sorveglianza e analisi rispetto a quanto avvenuto con 2I/Borisov.
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Inoltre, la composizione chimica di 3I/ATLAS appare più anomala (alta CO₂, carenza di certi composti tipici) rispetto a comete più “normali”, il che rende l’oggetto meno banalmente spiegabile e quindi più adatto a stimolare protocolli speciali e attenzione.
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Infine, il concetto di “difesa planetaria” acquisisce nuovo rilievo quando l’oggetto è interstellare piuttosto che un semplice corpo del sistema solare: ciò implica scenari di rischio, studio, sorveglianza e metodologia che vanno oltre il “semplice” asteroide.

Alcune delle Anomalie di 3I-ATLAS
Conclusione
3I/ATLAS è un oggetto davvero affascinante: una cometa (o un oggetto alieno) proveniente da un altro sistema stellare, che ci offre un’occasione unica di studio. Le osservazioni vanno avanti e la comunità scientifica – pur con cautela – tiene alta l’attenzione. Le teorie più straordinarie (artefatto alieno, sonda, piano di difesa planetaria segreto) non sono confermate, così come le teorie scientifiche, per spiegare tante anomalie. Quindi, ogni ipotesi va tenuta in debita considerazione, proprio per la grande incertezza che ha accompagnato, fin dalla sua scoperta, l’enigmatico oggetto interstellare 3I/Atlas. Pensavamo che Oumuamua fosse strano, ma 3I/Atlas è ancora più inspiegabili da tanti punti di vista convenzionali. Sfida, con i suoi comportamenti, le leggi della fisica; scusate se è poco. Nel mentre, è buona norma distinguere fra ciò che è accertato, sia pure con tanti aspetti che, decisamente, non quadrano (traiettoria, composizione insolita e nichel che viene utilizzato dai “terrestri” per costruire velivoli, origine interstellare, provenienza dalla costellazione del Sagittario proprio come il segnale Wow e tanto altro) e ciò che è ancora ipotesi (tecnologia aliena, minaccia imminente, piano di difesa top‐secret). Insomma, quasi niente viene spiegato. Attendiamo nuovi sviluppi. Il tempo dirà…forse.
Buona visione.
