
Eccomi con un nuovo articolo, un’ennesima dinostrazione che si sta sottovalutando la possibilità che 3I/Atlas, sia il primo velivolo extraterrestre incontrato dall’uomo e dimostrato oggettivamente con apparecchiature tecnologiche (telescopi, spettrografi, ecc.). Non dico, come sempre, che, 3I/Atlas è certamente un oggetto intelligente, ma, lo ripeto per l’ennesima volta, sono 18 (dico diciotto) anomalie contate, non da Pinco Pallino, ma da Avi Loeb, non dimenticarlo mai, astrofisico più noto della prestigiosissima università di Harvard e con una infinità di titoli che ne attestano il livello mondiale. Se una mente così eccelsa, si pone seri interrogativi ed arriva a certe conclusioni, ci sono motivi seri, che condivido in toto. Eccovi l’articolo con la prima anomalia “l’anticoda”, prima non perchè è più importante della altre, ma perchè mi viene più naturale iniziare da essa. Buona lettura da Angelo Carannante, Presidente e Fondatore del Centro Ufologico Mediterraneo, alias CUFOM. Se vuoi leggere i numerosi precedenti articoli su questo fantastico oggetto interstellare, che sto scrivendo da mesi, clicca QUI.
3I/ATLAS – Le ultime 72 ore confermano una nuova battaglia sui dati tra: Avi Loeb con il supporto di alcuni scienziati del Galileo Project, estremisti della tesi aliena e la scienza ufficiale incapace di dare risposte sicure. L’ipotesi cometa sempre più in crisi. Analizzo per te, le 18 anomalie, una per una, in modo che capirai che i potenti stanno boicottando quello che potrebbe essere il primo contatto con gli extraterrestri. L’anticoda, anomalia n. 1. Video.
3I/ATLAS sta attraversando il nostro sistema solare dmolti e molti mesi, attirando l’attenzione non solo degli astronomi professionisti ma anche degli appassionati di fenomeni anomali. Questo corpo celeste è solo il terzo oggetto confermato proveniente da un altro sistema stellare, dopo ‘Oumuamua e 2I/Borisov e si distingue per alcune caratteristiche davvero sorprendenti. Tra tutte le stranezze osservate, inspiegabile, una delle più discusse è un getto o “anticoda” che punta verso il Sole, che, invece di allontanarsi da esso come ci si aspetterebbe da una cometa. In questo articolo esaminetemo questa anomalia, le spiegazioni della scienza ufficiale, quelle di Avi Loeb, oggettive risultanti dai dati e quelle estreme, le quali, tutte hanno acceso il dibattito tra scienziati e studiosi di confine.

Cos’è l’anticoda?
Quando si osserva un oggetto come una cometa, ci aspettiamo che la sua coda punti in direzione opposta al Sole perché i gas e la polvere vengono spinti dal vento solare e dalla pressione di radiazione. Ma nel caso di 3I/ATLAS, tra luglio e agosto del 2025, molte immagini telescopiche hanno mostrato una corrente di materiale che sembra dirigersi proprio verso la nostra stella. Tale cacaratteristia, definita anche col nome antitail” o getto “sunward”, si può osservare in diverse immagini di osservatori e si estende per centinaia di migliaia di chilometri. Il dato sorprendente è che il getto è definito e persistente, non un effetto casuale, momentaneo e provvisorio. Una stabilità più che sospetta per un corpo naturale.
Posizione della scienza ufficiale: è un fenomeno naturale, non artificiale, non è una nave o una sonda aliena.
Gli astronomi che studiano comete e oggetti similari nel nostro sistema solare e comete interstellari, non negano l’anomalia, ma “hanno stabilito” che si tratta di un fenomeno naturale legato alle dinamiche di espulsione della polvere e alle geometrie di osservazione, con una spiegazione farraginosa e che non convince affatto. Il getto verso il Sole, secondo la scienza ufficiale, non sarebbe veramente “un flusso contro il vento solare”, ma piuttosto una configurazione prospettica (esclusa, peraltro, da dati più recenti). Sarebbero, con un grosso condizionale, particelle di polvere di determinate dimensioni e velocità che possono creare l’illusione di un getto verso il Sole viste da Terra. Questo tipo di anticoda sarebbe già noto in alcune comete del nostro sistema, dove la combinazione di orbita, rotazione e attività di sublimazione delle sostanze volatili crea strutture complesse nel coma e nella coda visibili da alcuni angoli di osservazione. Aggiunge, la versione ufficiale che, osservazioni particolareggiate, hanno evidenziato gas e particelle rilasciati dalla superficie di 3I/ATLAS, in maniera asimmetrica a causa del riscaldamento solare, componente che può dare origine a getti apparentemente orientati verso il Sole. In breve, la scienza ufficiale afferma che il getto è il risultato di processi fisici naturali, combinati con l’angolo di osservazione da parte della Terra, ma non, certamente, qualcosa di inconsueto una volta compresi tutti i parametri termici e dinamici. Insomma, i dogmatici negano a priori, con una spiegazione che non è una spiegazione, per spiegare il comportamento di una cometa che non è una cometa. Strano, loro affermano indiscutibilmente che è escluso che possa trattarsi di un velivolo alieno, mentre noi, diciamo di “confine”, affermiamo che potremmo trovarci di fronte ad un velivolo alieno, ma non escludiamo al 100% una cometa molto particolare. Ora dimmi: chi è più equilibrato?

Una spiegazione dell’anticoda che proprio non convince.
Nonostante lquesta arrampicata sugli specchi, la spiegazione ufficiale, non convince e non ha convinto Avi Loeb ed alcuni esponenti del suo team del Galileo Project, nonché molti appassionati (per non dire tutti) e ricercatori di confine, i quali sono fermamente convinti che non sia sufficiente a spiegare completamente l’osservazione. Infatti, sono d’accordo non al 100%, ma al 100.000%. Il getto è sembra troppo definito, preciso e persistente per essere solo un’illusione prospettica o un effetto delle condizioni di luce. Infatti, stando alle osservazioni più recenti, sembra proprio che sia esattamente così. Inoltre, la struttura osservata è stata confermata da diversi telescopi ed osservazioni nel corso del tempo, deponendo nettamente, non voglio dire indiscutibilmente, in quanto potrei sembrare troppo di parte, che non si tratti di un artefatto di imaging o di un fenomeno di breve durata. Ancora. Alcuni osservatori, tra cui Avi Loeb, hanno sottolineato che la geometria e la coerenza del getto verso il sole, molto difficilmente possono rientrare nei modelli classici, di sublimazione e dinamica delle polveri. A mio avviso, pur essendo Avi Loeb intimamente convinto della natura non…naturale, scusate il gioco di parole, di 3I/Atlas, deve dare una botta al cerchio ed una alla botte. Di conseguenza, i dati in possesso dell’astrofisico di Harvard, non “devono dire” necessariamente che l’oggetto interstellare sia artificiale, mettendo in luce le limitazioni dei modelli attuali e l’importanza di continuare a studiare fenomeni di questo tipo. Capiranno i nostri cari scientisti, i nostri signori del sistema, che 3I/Atlas può essere, con discrete probabilità, un velivolo extraterrestre? Ne dubito fortemente.
Ipotesi più che sensata: e se fosse un’astronave aliena?
Tra le fila di chi segue l’archeologia di confine e le ipotesi alternative, alcune conclusioni collegano l’anomalia a un possibile comportamento tecnologico. Viste le ben 18 anomalie contate da Avi Loeb, direi a ben ragione. Supponendo, allora, che 3I/ATLAS sia non una semplice cometa, ma un velivolo o una sonda extraterrestre, è una forma di propulsione o di manovra, un motore che spinga l’oggetto in una direzione precisa. Allora, la direzione del getto rappresenta una correzione di rotta, un aggiustamento di traiettoria o una regolazione dell’assetto, manovre che un veicolo spaziale guidato, ovviamente, da intelligenze, potrebbe compiere per orientarsi o rallentare il proprio moto. Un’altra affascinante teoria “di confine”, sostiene che sistemi propulsivi enormemente avanzati, basati su emissioni dirette di particelle o plasma, possano creare effetti visivi simili a quelli osservati. Questa interpretazione non è supportata dai modelli scientifici ufficiali (secondo te, i cattedratici lo ammetterebbero?), ma viene discussa in contesti ufologici e di archeologia di confine e non solo, per spiegare perché alcune osservazioni non si adatterebbero facilmente ai modelli standard. Naturalmente, non esistono prove dirette che 3I/ATLAS sia un’astronave o un manufatto tecnologico, ma nemmeno che è una cometa, chiariamolo bene. Tuttavia, secondo questa ipotesi, la presenza di un getto controllato verso una stella, il nostro sole, può essere vista come un possibile indicatore di attività intelligente.

Conclusione: l’anticoda è un fenomeno reale che mette in crisi la scienza
Il getto di 3I/ATLAS verso il Sole è un fenomeno osservato e confermato da diverse campagne osservative, e nessuno lo nega, ci mancherebbe altro. La comunità astronomica spiega questa struttura come un antitail naturale legato alle dinamiche di polvere e sublimazione, influenzata dalla geometria di osservazione, anche se fenomeni del genere, non sono mai stati osservati o, meglio, si “stiracchia” 3I/Atlas verso questa tesi, che presenta grosse crepe, in quanto le altre comete, si comportano in maniera ben differente. Infatti, gli studiosi e ricercatori senza paraocchi, sottolineano, a ragione, come abbiamo appena scritto, che le caratteristiche del getto sono difficili da riprodurre esattamente con i modelli ufficiali. Lo dimostrano determinate peculiarietà, proprietà le quali suggeriscono un comportamento più organizzato e meno caotico di quanto ci si aspetti da un corpo ghiacciato e passivo e, che, lo ripeto, esistono ipotesi alternative come quella di un oggetto tecnologico, che meglio spiegano delle anomalie visive. Non Ti impresisonare, è proprio così. Sia ben chiaro, caro appassionato che stai leggendo questo mio articolo (e ti ringrazio infinitamente), questa anomalia non è una prova vera e propria di un’origine artificiale di 3I/Atlas, certamente, però, una parziale smentita dei modelli cometari che sono come una camicia troppo stretta par il nostro fantastico oggetto interstellare che, senza sé e senza ma, rappresenta uno dei casi più affascinanti di corpi celesti che mettono in crisi il dogma imperante. Ti do un consiglio finale, caro appassionato: non ti fidare mai ciecamente di quello che dicono le fonti ufficiali, perché sono loro che hanno in mano il potere e dicono le cose come più gli conviene. Non dire mai le parole ufo o alieni, perché proprio non si può. Ti aspetto per un altro interessante articolo, con una nuova anomalia che per ora non ti svelo. Ti invito a condividere questo articolo dappertutto, con parenti (anche serpenti non fa nulla), amici e conoscenti, sui socia e dove ti pare. Sostieni il CUFOM, iscriviti ed invia i tuoi avvistamenti al 3204659798, anche Whatsapp e centroufologicomediterraneo2@gmail.com.

Oltre ai video in basso, tutti relativi a ufo files indagati dal CUFOM, cluccando sui seguenti link, troverete tanti altri video, centinaia, pure indagati e studiati dal CUFOM:
