3I/Atlas. Ha perso la coda ed ha corretto. la traiettoria. Gli scienziati affermano: è normale che accada. Ma Loeb non è daccordo. Aspettiamo una migliore visibilità e sapremo la verità. Video

3I/Atlas. Ha perso la coda ed ha corretto. la traiettoria. Gli scienziati affermano: “…è normale che accada”. Ma Loeb non è d’accordo. Aspettiamo una migliore visibilità e sapremo la verità. Video

Il Presidente e Fondatore del C.UFO.M. dr. Angelo Carannante a Mistero con Daniele Bossari, presentatore della nota trasmissione "Mistero", andata in onda su Italia 1 per diversi anni.
Il Presidente e Fondatore del C.UFO.M. dr. Angelo Carannante a Mistero con Daniele Bossari, presentatore della nota trasmissione “Mistero”, andata in onda su Italia 1 per diversi anni. È autore di questo ennesimo articolo sull’oggetto intetstellare 3I/ATLAS.

Come mio solito, vi invito a leggere i miei precedenti articoli su 3I/ATLAS, che trovate cliccando: QUI

Il dibattito sull’origine dell’oggetto interstellare 3I/Atlas si è infiammato. Le recenti osservazioni, sintetizzate dal Professor Avi Loeb di Harvard, hanno sollevato interrogativi che vanno oltre la fisica convenzionale.

Cometa interstellare 2I/Borisov
Cometa 2I-Borisov. Mentre la Borisov aveva un colore bluastro per motivi comuni e noti, la 3I/ATLAS ha un colore blu estremizzato e legato ad una serie di altre anomalie chimiche e comportamentali che la rendono un oggetto molto più misterioso e inatteso per la comunità scientifica.

Dopo aver raggiunto il perielio, il punto più vicino al Sole, l’oggetto ha mostrato un comportamento estremamente anomalo: una marcata accelerazione non-gravitazionale. Ciò significa che una forza diversa dalla sola gravità sta spingendo questo corpo celeste attraverso il nostro sistema solare.

IMMAGINE TELESCOPIO HUBBLE DI 3I-ATLAS
IMMAGINE TELESCOPIO HUBBLE DI 3I-ATLAS. Questa è un’immagine del telescopio spaziale Hubble della cometa interstellare 3I/ATLAS. Hubble ha fotografato la cometa il 21 luglio 2025, quando si trovava a 445 milioni di chilometri dalla Terra. Hubble mostra che la cometa ha un bozzolo di polvere a forma di lacrima che si stacca dal suo nucleo solido e ghiacciato. Poiché Hubble stava seguendo la cometa lungo una traiettoria iperbolica, le stelle stazionarie sullo sfondo sono striate nell’esposizione. Qualcuno dirà, come mai la “sbiaditura” del blu in 3I/ATLAS è maggiore rispetto a Borisov? La risposta è che ciò dipende probabilmente dal fatto che la sua emissione di gas blu è diluita da una maggiore presenza o luminosità della polvere, che riflette uno spettro di luce più neutro.
Locandina Convegno 13 dicembre 2025. Latina
Locandina Convegno 13 dicembre 2025. Si parlerà di 3I/ Atlas. Latina

L’ipotesi iniziale era quella di una cometa, dove l’accelerazione sarebbe causata dall’evaporazione di gas e polveri, che agirebbe come un piccolo propulsore. Tuttavia, le immagini appena rilasciate dai telescopi hanno svelato un dettaglio sconcertante: la totale assenza di una coda. Le comete naturali, quando si avvicinano al Sole, riscaldandosi, sviluppano una massiva scia di gas e polveri. Nel caso di 3I/Atlas, i dati mostrano solo un “blob di luce” senza la tradizionale e ben visibile coda cometaria, come si nota, ad esempio, nella cometa Lemon, fotografata per confronto.

La cometa 3IATLAS senza la sua coda.Credit: Image by Gianluca Masi, The Virtual Telescope Project - www.virtualtelescope.eu
La cometa 3IATLAS senza la sua coda.Credit: Image by Gianluca Masi, The Virtual Telescope Project – www.virtualtelescope.eu

Questa contraddizione mette in crisi la spiegazione naturale. Per ottenere il livello di accelerazione misurato, Loeb ha calcolato che l’oggetto avrebbe dovuto perdere almeno un decimo, se non un quinto, della sua massa in vapore, il che avrebbe dovuto generare una coda enorme e inconfondibile. L’assenza di tale scia suggerisce con forza che l’accelerazione sia dovuta a un meccanismo differente. Questa nuova anomalia si aggiunge a una lista crescente di stranezze. 3I/Atlas ha mostrato una composizione chimica inconsueta e fuori da ogni previsione, rilasciando molto nichel ma poco ferro—una combinazione spesso riscontrabile nella produzione industriale di leghe metalliche. Inoltre, la sua traiettoria è stranamente allineata al piano orbitale dei pianeti e la direzione di provenienza coincide quasi perfettamente con quella dell’enigmatico “Segnale Wow!” del 1977. 

Iscriviti al CUFOM, indaghiamo anche i cerchi nel grano
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Peril Professor Loeb, l’evidenza punta a una conclusione audace: 3I/Atlas potrebbe non essere una roccia, ma un pezzo di tecnologia avanzata. L’oggetto, già 50 volte più grande del razzo Starship, raggiungerà il suo punto più vicino alla Terra il 19 dicembre. In un contesto in cui nessun razzo terrestre attuale può raggiungerlo, la comunità scientifica è divisa tra il mistero cosmico e la potenziale, inattesa, visita tecnologica. La ricerca di dati definitivi, magari con i nuovi sensori del Progetto Galileo, è ora una corsa contro il tempo.